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L’importanza dell’identità del debitore quale litisconsorte necessario

Il debitore è litisconsorte necessario nell’accertamento dell’obbligo del terzo, poiché il debitore è interessato all’accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento ancorché la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti.

Questo è l’orientamento confermato dalla pronuncia in commento.

Nel caso di specie i creditori sottoponevano a pignoramento presso terzi tutte le somme a qualsiasi titolo depositate dal debitore presso l’istituto di credito pignorato. La Banca, terza pignorata, ometteva di rendere la dichiarazione di cui all’art 547 c.p.c. e, previo rinvio, i creditori ottenevano un’ordinanza di assegnazione delle some richieste. La Banca proponeva opposizione ex art 617 c.p.c. avverso tale ordinanza chiedendo in via preliminare la sospensione. Il Giudice dell’esecuzione respingeva l’istanza di sospensione disponendo la prosecuzione del giudizio di merito. La Banca introduceva il giudizio di opposizione nel merito. Contemporaneamente, nel giudizio ex art. 669 terdecies cpc, il Collegio riformava l’ordinanza sospendendo la procedura esecutiva. Il Tribunale accoglieva nel merito l’opposizione proposta dalla Banca e revocava l’ordinanza di assegnazione delle somme in favore dei creditori. I creditori proponevano ricorso straordinario in Cassazione avverso la sentenza del Tribunale.

La Cassazione, rigettando il ricorso proposto, ritiene decisiva la circostanza che i ricorrenti non abbiano indicato in modo adeguato il nominativo del debitore esecutato, quale litisconsorte necessario nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato. Il giudizio è, infatti, rivolto all’accertamento dell’esistenza di un rapporto di dare/avere tra il terzo pignorato e il debitore esecutato e, pertanto, interessa anche quest’ultimo, anche se la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti.

La Corte precisa che l’esigenza di tutelare l’integrità del contraddittorio si avverte solo nel caso in cui il terzo pignorato proponga opposizione agli atti esecutivi ex art 548 ultimo comma c.p.c. e ex art. 549 c.p.c. poiché nella fase sommaria innanzi al Giudice dell’esecuzione il debitore esecutato già partecipa al processo di espropriazione.

Nel caso di specie, l’omessa indicazione del nominativo del debitore nel ricorso impedisce alla Corte di ordinare l’integrazione del contraddittorio e determina l’inammissibilità del ricorso proposto e la condanna dei ricorrenti alle spese.

Cass., Sez. III, Ord. 17 ottobre 201n. 26329

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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