Chi è onerato della prova non usi gli scalari

L’importanza della continuità degli estratti conto

Di interesse una recente pronuncia del Tribunale di Cagliari – n. 86/2017 pubbl. in data 11/01/2017 – avente ad oggetto le rituali contestazioni di un cliente di un istituto bancario, che agiva ex 2033 c.c. per la restituzione di addebiti asseritamente illegittimi operati su conto corrente.

Sul piano probatorio parte attrice aveva prodotto tanto il contratto, risalente al 1988, quanto gli estratti conto dal 1988 al 2012 (anno dell’estinzione del rapporto), con alcune lacune relative ai primi sei mesi del rapporto e ad alcuni trimestri del 2004-5.

Il Giudice sardo aveva dato ingresso alla CTU ed il perito, nel tentativo di “ricucire” le movimentazioni assenti, aveva dato luogo alle cc.dd. scritture di raccordo con una ricostruzione che è stata severamente criticata dal Tribunale.

Dalla lettura della relazione depositata dal dott. ….. si evince chiaramente omissis che la ricostruzione del saldo operata dal consulente tecnico d’ufficio non è stata effettuata – come sarebbe dovuta essere – in forza dell’esame integrale di tutte le movimentazioni in dare ed in avere del conto rappresentate da dati contabili certi, quanto piuttosto – come non è possibile ammettere – è stata eseguita sulla base di valutazioni approssimative o meramente presuntive in ordine ai movimenti succedutesi nei periodi in cui non sono stati esaminati gli estratti conto.

 Il Tribunale di Cagliari, dunque, in modo rigoroso, ma certamente in aderenza ad un preciso filone giurisprudenziale, per altro richiamato nella pronuncia in commento, ha statuito, riferendosi alla documentazione offerta, che quest’ultima non consente al Giudice di verificare l’esattezza degli importi addebitati nei periodi precedenti e/o successivi per operazioni passive, né di quelli relativi agli interessi la cui iscrizione nel conto abbia condotto alla quantificazione dell’importo che costituisce la base di computo per il periodo successivo e/o precedente, né infine delle eventuali rimesse solutorie o meno.

Così ragionando, sono state ritenute espressamente superflue le indagini in ordine alla domanda di nullità delle clausole contrattuali, di ripetizione dell’indebito, di risarcimento del danno ed anche di natura preliminare, con riguardo alla eccezione di prescrizione formulata dalla banca convenuta.

Tribunale di Cagliari, 11 gennaio 2017, n.86 (leggi la sentenza)

Giorgio Zurrug.zurru@lascalaw.com

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