L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

Limiti al ricorso per Cassazione

Con la sentenza n. 3082 del 06.02.2017 la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per Cassazione poiché proposto avverso un provvedimento, quello del giudice dell’esecuzione, che non poteva considerarsi né definitivo né decisorio.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva proposto opposizione avverso l’ordinanza emessa ex art 610 cpc dal giudice dell’esecuzione il quale aveva poi ritenuto che, in questo caso, non fosse proponibile il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi ma quello del reclamo al collegio dichiarando di conseguenza inammissibile l’opposizione ex art. 617 cod. proc. civ.

L’opponente proponeva quindi ricorso in cassazione sulla base di due motivi: da un lato, rilevando la violazione ed errata applicazione degli artt. 617 c.p.c. e 618 c.p.c., in relazione all’art. 360, co. 1, n. 4, c.p.c., per omessa instaurazione della procedura prevista in caso di opposizione agli atti esecutivi tenuto conto che il giudice dell’esecuzione si era pronunciato senza aver instaurato il contraddittorio tra le parti e senza aver seguito il dettato dell’art. 618 c.p.c.; dall’altro deducendo violazione ed errata applicazione dell’art. 617 c.p.c., in relazione all’art. 360, co. l., n. 4 c.p.c., per aver ritenuto inapplicabile la procedura di opposizione agli atti esecutivi.

Gli ermellini hanno però dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per cassazione  poiché proposto avverso un provvedimento emesso, in una fase definita “sommaria” e prodromica al giudizio ordinario in quanto  svoltasi dinanzi al giudice dell’esecuzione, il quale in base al combinato disposto degli artt 617 cpc e 618 cpc è tenuto ad emettere i provvedimenti che ritiene indilazionabili ed a fissare comunque un termine per l’instaurazione del giudizio ordinario; ed è  proprio sulla mancanza di quest’ultimo elemento che si fonda la motivazione della Suprema Corte; i giudici di legittimità hanno infatti evidenziato come i provvedimenti ex art 618 cpc possano essere assimilati a quelli latu sensu istruttori ed in quanto tali disciplinati dall’art 289 cpc il quale prevede espressamente che i provvedimenti istruttori che non contengono la fissazione dell’udienza successiva o del termine entro il quale le parti debbono compiere gli atti processuali, possano essere integrati su istanza di parte o d’ufficio.

La ricorrente avrebbe quindi dovuto utilizzare lo strumento previsto dall’art 289 cpc e non quello del ricorso in cassazione od in alternativa instaurare direttamente il giudizio di merito.

Ancora la Corte di Cassazione fonda la propria decisione su un altro argomento rilevante sotto il profilo strettamente processuale: le decisioni emesse dal giudice dell’esecuzione  nell’ambito del giudizio di opposizione, nella fase che abbiamo definito prodromica  e che gli ermellini hanno considerato “sommaria” non possono rientrare nella categorie delle sentenze bensì in quella dei provvedimenti “provvisori” in vista di divenire poi sì definitivi ma in una fase successiva ed eventuale e precisamente quella a cognizione piena (cfr anche Cassazione civile 04 marzo 2014 n. 5060 sez. VI; Cassazione civile, sez. III, 24/10/2011,  n. 22033).

La sentenza della Cassazione del 2011 ha spiegato dettagliatamente gli assunti qui esposti ribadendo come il provvedimento di irrituale chiusura della fase sommaria del procedimento di opposizione agli atti esecutivi non rivesta in alcun modo il carattere definitivo.

L’esclusione di tale definitività sussiste, sia se l’ordinanza abbia chiuso il procedimento senza liquidare le spese, sia se, oltre a chiuderlo, abbia provveduto su di esse. “…La ragione che esclude nell’uno come nell’altro caso tale sostanza è che il provvedimento è emesso a seguito di uno svolgimento dell’azione secondo le forme della sommarietà che, nella logica normativa sottesa alla struttura bifasica del procedimento, non è diretto a portar ad una decisione definitiva sul diritto coinvolto, ma solo ad una decisione del tutto provvisoria …”.

Altro aspetto strettamente connesso a tali conclusioni è quello legato alla giusta strategia legale da intraprendere: si consideri il caso in cui il giudice dell’esecuzione decida, ad esempio, di non sospendere l’esecuzione …in questa ipotesi il creditore procedente sarà sufficientemente tutelato nel continuare l’attività giudiziaria senza attendere l’esito del giudizio di merito?

Cass., Sez. VI Civile, 06 febbraio 2017, n. 3082 (leggi la sentenza)

Alberta Vettorel – a.vettorel@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Il Tribunale di Bari con l’Ordinanza in commento, si è pronunciato su una delle tematiche introdo...

Coronavirus

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Il Tribunale di Torre Annunziata in persona del Giudice dell’Esecuzione, dott.ssa Anna Maria Diana...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

È ormai noto che l’emergenza sanitaria ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare, spingendo att...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X