Crisi e procedure concorsuali

Liberazione dell’immobile da parte del fallito e sua liquidazione

Trib. Reggio Emilia, 26 ottobre 2013

L’art. 560 comma 3° c.p.c. è norma del codice di rito compatibile con la liquidazione fallimentare prevista dall’art. 107 comma 2° L.F. e l’ordine di liberazione dev’essere emesso dal Giudice Delegato al più tardi al momento dell’aggiudicazione del bene.

In caso di liquidazione dell’immobile destinato ad abitazione del fallito, l’ordine di liberazione può essere emesso anche prima dell’aggiudicazione, purché sia iniziata la liquidazione di tale bene (che non necessariamente deve seguire la liquidazione degli altri cespiti).

La sentenza affronta la questione relativa al provvedimento da emettere con riguardo alla liberazione dell’immobile occupato dal fallito stante l’apparente antinomia tra l’art. 47 comma 2° L.F. (norma che impedisce che “la casa di proprietà del fallito, nei limiti in cui è necessaria all’abitazione di lui e della sua famiglia, [possa] essere distratta da tale uso fino alla liquidazione delle attività”) e l’art. 560 comma 3° c.p.c. (disposizione che prevede l’obbligatorietà dell’emissione dell’ordine di liberazione, al più tardi al momento dell’aggiudicazione dell’immobile).

Il Tribunale emiliano concorda con la più recente giurisprudenza  secondo la quale è escluso che il riferimento alla “liquidazione delle attività” comporti l’alienazione della casa del fallito come ultimo atto della liquidazione (legittimando così il godimento sino a che non sono stati ceduti tutti gli altri cespiti dell’attivo). Ed infatti, cos argomentando, si verrebbero a frustrare le esigenze di efficienza e celerità che caratterizzano la procedura concorsuale riformata.

Appare, invece, preferibile ritenere che l’immobile possa essere liquidato non appena si realizzino le condizioni favorevoli al miglior soddisfacimento dei creditori. Del resto, diversamente opinando si determinerebbe una irragionevole disparità di trattamento tra la disciplina della liquidazione fallimentare e quella dell’esecuzione individuale contro il fallito avente ad oggetto i medesimi beni.

13 novembre 2013

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com)

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