Contratti Bancari

Liberazione del mutuatario con la notifica del contratto di accollo solo a determinate condizioni

Tribunale di Monza, 30 novembre 2012

Massima: “In materia di accollo del mutuo, l’adesione del creditore importa la liberazione del debitore originario solo se ciò costituisce condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo (art. 1273 c.c.). La notifica dell’avvenuto acquisto con accollo non è sufficiente a liberare il mutuatario originario dalle obbligazioni assunte.” (leggi la sentenza per esteso

Il Tribunale di Monza con sentenza del 30.11.2012 si è espresso in tema di accollo del mutuo aderendo a quanto già consolidato in diritto  ai sensi del co.2 dell’art. 1273  c.c., secondo cui “ l’adesione del creditore importa la liberazione del debitore originario solo se ciò costituisce condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo”.

Il Giudice di merito ha infatti precisato che la notifica dell’avvenuto acquisto con accollo non è sufficiente a liberare il mutuatario originario delle obbligazioni assunte che rimane responsabile in solido,se non al verificarsi delle condizioni indicate dalla norma di cui sopra.

Inoltre, la sentenza in epigrafe ha statuito anche in materia di prescrizione stabilendo che, non sia applicabile la prescrizione quinquennale  sui ratei qualora si tratti di un unico finanziamento e quindi di un unico debito.

Ritenendo infatti che, la prescrizione quinquennale regolata dall’art. 2948 n. 4 c.c. opera con riguardo ai debiti che devono essere soddisfatti periodicamente a scadenze annuali, o in termini più brevi, e non nell’ipotesi di un debito rateizzato come il mutuo fondiario, trattandosi infatti in questo caso di un unico finanziamento e quindi di un unico debito.

Dunque, la prescrizione quinquennale non si applica al mutuo fondiario ed ai relativi interessi “trattandosi di adempimenti parziali dell’unico debito derivante dal mutuo fondiario e non di prestazioni periodiche dovute ad un unica causa continuativa”, in quest’ultimo caso la prescrizione è decennale relativamente alla corresponsione degli interessi.

Infine, in merito agli effetti della risoluzione del contratto di mutuo fondiario, viene attribuito, dal Tribunale di Monza, l’obbligo al debitore di corrispondere oltre l’importo delle rate scadute, la quota di capitale residua, con gli interessi di mora al tasso  convenzionale sull’intera somma dovuta ma non gli interessi conglobati nelle ratea scadere.

(Giovanna Di Mattei – g.dimattei@lascalaw.com)

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