Liberazione dei fideiussori ai sensi dell’art. 1955 c.c.

Recentemente, il Tribunale di Vicenza, con sentenza pronunciata in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha rigettato le contestazioni formulate dai fideiussori opponenti, prendendo posizione in merito all’invocata liberazione ai sensi dell’art. 1955 c.c..

Il Giudice di prime cure ha statuito che, secondo la giurisprudenza maggioritaria, la mera prosecuzione dei rapporti creditizi tra Banca e cliente, dopo il recesso del fideiussore, non comporta di per sé l’estinzione del rapporto fideiussorio ex art. 1955 cod. civ., circostanza che può verificarsi esclusivamente laddove il fatto scorretto del creditore abbia impedito il regresso del fideiussore: ai fini del riscontro dell’inadempimento della suddetta obbligazione, è necessaria la dimostrazione che la Banca abbia agito con consapevolezza dell’insufficienza della garanzia.

Sul punto è bene ricordare che la Suprema Corte, in passato, ha eloquentemente affermato che “in tema di apertura di credito in conto corrente assistita da una garanzia personale, non è di per sé contrario ai principi di correttezza e buona fede nei confronti del fideiussore il comportamento della banca che, pur dopo il recesso del fideiussore medesimo, abbia mantenuto in vita il rapporto di apertura di credito con il debitore principale senza chiedere la sostituzione del garante o l’integrazione della garanzia. In tanto un tale comportamento della banca, che abbia proseguito nel rapporto di apertura di credito, può essere valutato sotto il profilo del contrasto con i suddetti principi, in quanto la banca abbia agito con la consapevolezza della insufficienza della garanzia e, quindi, senza la dovuta attenzione (anche) all’interesse del fideiussore” (cfr. Cass. Civ. 12685/04; Cass. Civ. 5166/05).

Ebbene, applicando il principio che precede al caso di specie, il Tribunale vicentino ha stabilito che tale prova non era stata fornita, rilevando solo una generica allegazione relativa al passaggio a sofferenza del debitore principale dopo il recesso del garante, che avrebbe comportato l’impossibilità dell’esercizio del diritto di regresso.

L’opposizione, pertanto, è stata integralmente rigettata anche con riferimento alle eccezioni formulate dai garanti, con conferma del decreto ingiuntivo opposto.

Trib. Vicenza, 6 marzo 2021, n. 490

Tommaso Fantuz – t.fantuz@lascalaw.com

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