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Lexitor: nuovo 125 sexies TUB – dopo l’ok del Senato il prossimo passo è la legge

Il testo del nuovo articolo 125 sexies TUB passa anche in Senato, che nella seduta del 22 luglio 2021 ha approvato in via definitiva il DDL n. 2320, di conversione, con modificazioni, del DL 25 maggio 2021, n. 73 (cd. decreto sostegni bis).

Questo, dunque, il testo del nuovo 125 sexies TUB, che dopo lunghe preoccupazioni, tormenti, ansie e timori, irrompe in una torrida giornata di estate segnando l’inverno della Lexitor, quantomeno con riferimento ai contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione:

Art. 125-sexies.

– (Rimborso anticipato) –

1. Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore e, in tal caso, ha diritto alla riduzione, in misura proporzionale alla vita residua del contratto, degli interessi e di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte.

2. I contratti di credito indicano in modo chiaro i criteri per la riduzione proporzionale degli interessi e degli altri costi, indicando in modo analitico se trovi applicazione il criterio della proporzionalità lineare o il criterio del costo ammortizzato. Ove non sia diversamente indicato, si applica il criterio del costo ammortizzato.

3. Salva diversa pattuizione tra il finanziatore e l’intermediario del credito, il finanziatore ha diritto di regresso nei confronti dell’intermediario del credito per la quota dell’importo rimborsato al consumatore relativa al compenso per l’attività di intermediazione del credito.

4. In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto a un indennizzo equo e oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito. L’indennizzo non può superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno. In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto.

5. L’indennizzo di cui al comma 4 non è dovuto: a) se il rimborso anticipato è effettuato in esecuzione di un contratto di assicurazione destinato a garantire il credito; – 33 – b) se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito; c) se il rimborso anticipato ha luogo in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse espresso da una percentuale specifica fissa predeterminata nel contratto; d) se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10.000 euro”.

Il tutto, in ogni caso, con l’espressa precisazione che “L’articolo 125-sexies del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come sostituito dal comma 1, lettera c), del presente articolo, si applica ai contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Alle estinzioni anticipate dei contratti sottoscritti prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 125-sexies del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 e le norme secondarie contenute nelle disposizioni di trasparenza e di vigilanza della Banca d’Italia vigenti alla data della sottoscrizione dei contratti”.

Si tratta dunque di un intervento normativo che avrà effetti unicamente per l’avvenire e che lascia immutato loscenario precedente, destinato a mantenere vivo il fuoco del dibattito giurisprudenziale acceso intorno agli effetti della Lexitor.

Ciononostante, quanto accaduto è la prova di come, a distanza di quasi due anni dalla sentenza della CGUE, anche la politica si sia finalmente resa conto di quanto fosse necessario intervenire in una vicenda che, alla lunga, avrebbe arrecato più danni che benefici all’economia del nostro paese, di cui il credito al consumo è la spina dorsale.

Ben venga dunque questa ritrovata consapevolezza, che pro futuro avrà senz’altro la capacità di generare un forte cambiamento, soprattutto perché più nessun equivoco potrà sorgere, in un contesto in cui è proprio la legge a specificare a chiare lettere che, in caso di rimborso anticipato di un contratto di credito al consumo, il Cliente ha diritto ad un riduzione del finanziamento in misura proporzionale alla vita residua “del contratto, degli interessi e di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte”.

Non resta quindi che attendere fiduciosi.

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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