La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Lexitor ed il nuovo art. 125 sexies TUB, tra le canzoni melodiche e le antiche divinità

Certe Disposizioni di Trasparenza e di Vigilanza della Banca d’Italia “non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano……..”.

Ci sia consentito citare i versi di una fra le più note canzoni di un popolare cantautore capitolino per tracciare il destino delle Disposizioni di Trasparenza e di Vigilanza con le quali Banca d’Italia ha regolamentato, nel corso degli anni, il rimborso dovuto dagli intermediari finanziari in caso di estinzione anticipata del contratto di finanziamento rimborsabile  tramite cessione di quota di stipendio/pensione.

Le suddette Disposizioni vengono infatti espressamente richiamate – ma forse sarebbe meglio dire riabilitate – dal prossimo probabile testo dell’art. 125 sexies TUB.

Solo probabile perché, ad oggi, il testo della novella inserito nel disegno di legge di “Conversione in legge del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73,” (c.d. Decreto “Sostegni-bis”), è stato approvato dalla Camera dei Deputati e dovrà a breve superare l’esame del Senato. Vedremo con quale esito.

È dunque prematuro anticipare un’analisi approfondita del nuovo testo in quanto non potrebbe che suonare come meramente previsionale. Pare però che il Legislatore abbia già maturato le proprie scelte e che il percorso sia delineato.

Se l’iter legislativo si concludesse senza modifiche, l’attuale art. 125 sexies verrebbe interamente sostituito dal nuovo testo che porta con sè novità importanti.

Prima fra tutte, la creazione di un doppio regime con spartiacque la data di entrata in vigore della novella. Da un lato il nuovo regime che regolamenterà “i contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge” e, dall’altro, il vecchio regime che si applicherà “alle estinzioni anticipate dei contratti sottoscritti prima della data di entrata in vigore della legge”

Con il nuovo regime il Legislatore pare aver accolto convintamente il principio dettato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la c.d. sentenza Lexitor prevedendo, quindi, il rimborso  “di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte”. Il relativo criterio di riduzione dovrà essere indicato in contratto “in modo chiaro” e qualora non lo sia “si applica il criterio del costo ammortizzato”.

Viene poi ammesso il diritto di regresso del finanziatore nei confronti dell’intermediario del credito “per la quota dell’importo rimborsato al consumatore relativa al compenso per l’attività di intermediazione del credito” (ossia le c.d. commissioni di rete esterna). È qui evidente il tentativo del Legislatore di fissare un punto di equilibrio tra il diritto alla provvigione spettante ad agenti e mediatori, così come sancito dagli artt. 1742 e seguenti del codice civile, e l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore “tutti i costi compresi nel costo totale del credito”.

Con il vecchio regime tornano invece in auge le Disposizioni di Trasparenza e di Vigilanza della Banca d’Italia di cui all’incipit. La novella sancisce, infatti, che continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 125-sexies del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 e le norme secondarie contenute nelle disposizioni di trasparenza e di vigilanza della Banca d’Italia vigenti alla data della sottoscrizione dei contratti.”

Rammentiamo che Banca d’Italia con le Disposizioni del 29 luglio 2009 ha avallato l’irrimborsabilità dei costi up front prevedendo espressamente che i contratti di finanziamento devono quantificare gli oneri che “maturano nel corso del rapporto e che, in caso di estinzione anticipata, sono restituiti per la parte non maturata”.

Tale orientamento, pur essendo stato più volte ribadito nel corso degli anni dalla stessa Banca d’Italia, è stato recentemente smentito dall’interpretazione dell’art. 125 sexies fornita dalla CGUE nel settembre 2019 con la citata sentenza Lexitor.

Il nostro Legislatore pare quindi aver scelto di far prevalere la linea dettata da Banca d’Italia rispetto all’orientamento introdotto dalla sentenza Lexitor. Ma solo per il vecchio regime.

Certamente ci sarà tempo per valutare nel merito la soluzione adottanda dal Legislatore e registrarne gli effetti. A  quasi due anni dalla Lexitor, tuttavia, non si può non apprezzare il tentativo di ricomporre l’attuale antiteticità interpretativa in cui è sprofondato l’art. 125 sexies TUB, che pare sempre più una norma dalle due facce opposte, bifronte.

E così, oltre a scomodare la tradizione canora romana, non abbiamo saputo evitare di evocare le sue antiche divinità.

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

Edoardo Natale – e.natale@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Nell’ambito di un procedimento in materia di credito al consumo, il Tribunale di Castrovillari ri...

Credito Al Consumo

Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

In un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, i consumatori, co...

Credito Al Consumo

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Il testo del nuovo articolo 125 sexies TUB passa anche in Senato, che nella seduta del 22 luglio 20...

Credito Al Consumo

X