Contratti Bancari

L’evoluzione della disciplina sulla trasparenza bancaria in tempo di crisi: istruzioni di vigilanza, credito al consumo, commissioni di massimo scoperto

– di Aurelio Mirone, in Banca Borsa Titoli di credito, n. 5/10, pag. 557

L’Autore nell’articolo in commento esamina la questione della trasparenza dei contratti bancari, divenuta ancora più attuale a seguito della crisi finanziaria del 2008.
Infatti, la principale esigenza registrata negli ultimi anni è quella di incrementare il livello di trasparenza nei comportamenti degli istituti di credito, nella convinzione che, diversamente, il discredito diffuso tra il pubblico possa nuocere, impedendo l’afflusso del capitale di credito a tassi convenienti. Inoltre, già a partire dalla legge 154/1992 vi è l’idea che i meccanismi concorrenziali richiedano, quale fondamento, un costante afflusso di informazioni sui prezzi e sulle caratteristiche dei prodotti, regolamentato da norme di legge.

A parere della dottrina, l’onere di fornire informazioni adeguate al cliente prima della sottoscrizione di un contratto promuoverebbe la capacità di libera scelta e la mobilità della clientela, evitando che le banche sfruttino il potere contrattuale nel corso dei rapporti.
In tale ottica, sono state pubblicate il 29 luglio 2009 le nuove Istruzioni di Banca d’Italia in materia di trasparenza bancaria, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle informazioni e semplificare gli adempimenti. 

L’Autore ricorda, quindi, le principali novità di tali Istruzioni, che prevedono una normativa differenziata in base alla tipologia di clientela (ovvero consumatori, clientela al dettaglio, imprese), qui sintetizzabili come segue:
– dovere generale di redigere i documenti in modo completo, chiaro e comprensibile;
– introduzione di una sorta di vademecum sui diritti della clientela bancaria;
– introduzione di guide informative sui principali prodotti bancari;
– messa a disposizione, presso le filiali, di nuovi fogli informativi, che sostituiscono e semplificano i precedenti;
– diritto del cliente di ricevere prima della stipula la bozza del contratto;
– allegazione di un documento di sintesi ai contratti, contenente le principali condizioni economiche del rapporto;
– introduzione di una serie di prescrizione in materia di commissioni di massimo scoperto, al fine di scoraggiarne l’utilizzo;
– introduzione del c.d. conto corrente semplice;
– inclusione di un documento di sintesi negli estratti conto;
– obbligo per le banche di adottare procedure organizzative.

Tanto precisato, l’Autore si sofferma quindi ad esaminare i profili problematici lasciati aperti dalle nuove Istruzioni di Vigilanza, esprimendo le sue osservazioni al riguardo. In particolare, una parte dell’articolo è dedicata all’esame della figura del “conto corrente semplice”, che ad oggi non pare aver riscosso molto successo. Tale strumento è caratterizzato dalla libertà di tariffazione, dalla garanzia di un servizio minimo alla clientela  e dal divieto di includere altri servizi e di intrattenere altri rapporti presso la stessa banca.

La seconda parte dell’articolo attiene, invece, all’esame della direttiva comunitaria sui contratti di credito con i consumatori (dir. 2008/48/CE), della quale analogamente sono evidenziate le più importanti novità, ovvero:
– ridefinizione del c.d. costo totale del credito per il consumatore;
– regolamentazione delle informazioni pubblicitarie;
– incremento degli oneri informativi nella fase precontrattuale;
– obbligo di verifica del merito creditizio a carico del finanziatore;
– regolamentazione del contenuto del contratto in modo dettagliato;
– nuova disciplina dello ius variandi;
– nuova disciplina del recesso;
– maggiore informazione nelle aperture di credito.

L’Autore si sofferma anche ad affrontare le maggiori problematiche determinate dalla citata direttiva, rammentando peraltro che la stessa, al fine di garantire l’armonizzazione, consente pochi margini di manovra agli Stati membri. 
L’ultima parte dell’articolo, infine, attiene alla disciplina delle commissioni di massimo scoperto, contenuta nella legge 2/09.
Dopo aver ricostruito la situazione esistente sino all’entrata in vigore di tale normativa e le perplessità manifestata dalla giurisprudenza più recente circa la validità di tali condizioni economiche, viene esaminato l’intervento del legislatore, che mira a frenare l’impiego delle commissioni di massimo scoperto, stabilendo altresì che le stesse devono essere tenute in considerazione nella verifica del rispetto della soglia usura.

Anche di tali disposizioni l’Autore espone i profili di maggiore criticità.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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