Contratti

Lettere di patronage e indicazione dell’importo massimo garantito

Appello Bari, 6 ottobre 2014

Tramite la sentenza oggetto di esame, la Corte d’Appello di Bari, in primo luogo, ha rammentato come la figura della fideiussione omnibus sia stata oggetto di molte discussioni in dottrina e giurisprudenza per lunghi anni, finché la legge 154/92, modificando gli artt. 1938 c.c. e

1956 c.c., ne ha riconosciuto la validità, purché sia previsto l’importo massimo garantito in caso di obbligazioni future. L’intervento legislativo è espressione di un principio inderogabile di ordine pubblico e pertanto la legge 154/92, sebbene  sia intitolata “Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”, invero si applica a tutti i contratti di fideiussione, anche se rilasciati nell’interesse di soggetti diversi da banche o società finanziarie. In altre parole, qualunque soggetto rilasci una garanzia, a prescindere dalla relativa qualificazione giuridica, riceverà tutela dal nostro ordinamento, “attraverso la prescrizione a pena di nullità dell’indicazione dell’importo massimo garantito, così da evitare l’accollo di un rischio economico indeterminato”.

I giudici di secondo grado osservano, infatti, che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 1520 del 26 gennaio 20101, è intervenuta in materia, stabilendo che’indicazione del limite massimo da garantire è principio di ordine pubblico e trova, quindi, applicazione con riguardo a qualsiasi garanzia personale, tipica ovvero atipica, ivi comprese le lettere di patronage.

Più precisamente, “La Suprema Corte ha infatti qualificato espressamente il disposto dell’art. 1938 c.c., quale principio generale di garanzia e di ordine pubblico economico operante all’interno del nostro ordinamento giuridico, come valido anche al di fuori della forma di garanzia personale tipizzata dal legislatore agli artt.

1936 c.c. ss., in quanto il legislatore italiano, con la modifica del testo di cui all’art. 1938 c.c., si è adeguato alle regole comunitarie derivanti dal trattato, così’ delimitando l’obbligazione futura assunta dal garante fissando, con lo stabilire la regola dell’indicazione di un importo massimo garantito per il contratto tipico di fideiussione, un dogma inviolabile per qualsiasi garanzia personale”.

Tale orientamento è stato recentemente confermato dalla Corte di Cassazione con decisione n. 5951 del 14 marzo 2014, che ha ribadito l’applicabilità dell’art. 1938 c.c. anche alle lettere di patronage, pena la nullità delle lettere medesime e del loro contenuto.

25 novembre 2014

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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