In materia di spese processuali, compensare fa ora rima con motivare

L’estinzione dell’opposizione e le sue conseguenze sul giudicato

Un decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale qualora, in caso di opposizione, come si evince dal coordinato disposto degli artt. 653 e 308 c.p.c., il relativo giudizio si sia estinto e sia decorso il termine di dieci giorni per proporre reclamo avverso l’ordinanza di estinzione.

La fattispecie, esaminata dal Tribunale di Prato nella sentenza in commento, riguarda una domanda risarcitoria proposta dall’attrice nei confronti di una società con cui aveva concluso un contratto di appalto avente ad oggetto la realizzazione di un rivestimento cementizio impermeabilizzante per la piscina di sua proprietà. Parte attrice, infatti, lamentava le numerose imperfezioni che il rivestimento della piscina presentava in seguito alle opere poste in essere dalla società appaltatrice. D’altra parte, la convenuta rappresentava di aver proposto, tempo addietro, un ricorso per ingiunzione davanti al Giudice di Pace di Prato per il pagamento delle somme spettati per il compimento delle opere commissionate.

Successivamente, il Giudice di Pace aveva emesso un decreto ingiuntivo, avverso il quale parte attrice aveva proposto opposizione formulando altresì una domanda riconvenzionale di risarcimento del danno, sulla quale il giudice si era dichiarato incompetente per valore, disponendo la separazione delle cause e assegnando un termine per la riassunzione del giudizio relativo alla domanda riconvenzionale davanti al Tribunale di Prato.

La convenuta evidenziava come parte attrice non provvedeva a riassumere la causa di opposizione nel temine perentorio di tre mesi previsto dall’art. 297 c.p.c. e che il 14 marzo 2015 il Giudice di Pace dichiarava l’estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

La società appaltatrice rilevava, quindi, come si fosse ormai formato il giudicato sulla domanda oggetto del decreto ingiuntivo e, pertanto, non solo sull’esistenza delle ragioni di credito della società verso parte attrice, ma anche su tutti i presupposti logici connessi a tale esistenza, tra cui anche il titolo di quel diritto, costituito dal contratto concluso tra le parti e dall’esatto adempimento all’obbligazione assunta nei confronti di parte attrice, di esecuzione a regola d’arte dell’opera.

Il Tribunale, nel rigettare la domanda di parte attrice si associa a quanto dedotto in diritto dalla convenuta affermando il giudicato (sostanziale e processuale) è costituito dal decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Pace di Prato, divenuto definitivamente esecutivo ai sensi dell’art. 653 c.p.c. a seguito della declaratoria di estinzione della causa di opposizione.

In questo senso, in sintesi, si è pronunciato il Tribunale di Prato applicando al decreto ingiuntivo, divenuto definitivo a seguito di estinzione del giudizio di opposizione, il principio secondo cui “il giudicato copre il dedotto e il deducibile”, estendendo quindi i suoi effetti anche su questioni che rappresentano il presupposto logico e indefettibile dell’azione.

Tribunale di Prato, 15 aprile 2019, n. 251

Margherita Bracci – m.bracci@lascalaw.com

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