Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Lesioni sullo scivolo della piscina: chi risarcisce il danno?

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’impianto sportivo è tenuto a risarcire il danno subito dall’utente sulla pedana di accesso allo scivolo acquatico, anche nel caso in cui il pregiudizio sia cagionato dal comportamento imprudente di altri soggetti presenti.

Nel 2005, durante lo svolgimento di alcune attività ricreative presso un impianto sportivo di Gaeta, un minore veniva ferito sulla piattaforma di accesso allo scivolo della piscina dalla spericolata acrobazia posta in essere da un secondo soggetto, anch’egli presente sulla medesima piattaforma.

I genitori del minore adivano quindi il Tribunale di Latina, convenendo in giudizio l’associazione sportiva proprietaria dell’impianto, al fine di ottenere il risarcimento del danno patito dal figlio.

Da parte sua, la convenuta decideva di integrare il contraddittorio processuale citando in giudizio in funzione di garanzia sia il soggetto che materialmente aveva causato la ferita del minore sia la propria compagnia assicuratrice.

Il Tribunale di Latina, all’esito dell’istruttoria, riconosceva la responsabilità del titolare dell’impianto sportivo ai sensi dell’art. 2050 c.c., il quale prevede che chiunque cagioni un danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno stesso. Inoltre, il Tribunale rigettava la domanda formulata nei confronti dell’esecutore materiale della condotta lesiva, sul presupposto che un’adeguata sorveglianza degli scivoli da parte del gestore dell’impianto (ad esempio, vietando la contemporanea presenza di più persone sulla pedana di partenza) avrebbe evitato l’incidente. Infine, il giudice di prime cure accoglieva la domanda di garanzia proposta nei confronti dell’assicurazione dell’impianto sportivo.

Insoddisfatta dell’esito del giudizio di primo grado, la compagnia assicuratrice convenuta in manleva impugnava la predetta sentenza avanti alla Corte d’Appello di Roma.

Il giudice di secondo grado riformava quindi la sentenza controversa, accertando la responsabilità nella causazione dell’evento dannoso sia in capo all’impianto sportivo, inadempiente all’obbligo di sorveglianza del corretto uso dello scivolo, sia in capo all’esecutore materiale della condotta lesiva, il quale aveva tenuto un comportamento inappropriato per la situazione in cui si trovava.

La sentenza di gravame veniva quindi impugnata dal danneggiante avanti alla Corte di Cassazione, la quale, tuttavia, confermava l’iter giuridico compiuto dalla Corte d’Appello di Roma, confermando il concorso di responsabilità tra titolare della società sportiva ed esecutore della condotta lesiva.

Cass., Sez. VI, Ord., 23 aprile 2020, n. 8060

Valentina Zamberlan – v.zamberlan@lascalaw.com

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