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L’esdebitazione ottiene il SI alla sospensione straordinaria

Con una recente decisione, il Tribunale di Trani ha riconosciuto l’applicazione della sospensione straordinaria, prevista dagli artt. 83 d.l. 18/2020 e 36 comma 1 d.l. 23/2020, al ricorso per l’esdebitazione di cui all’art. 143 l.f.

Come noto il termine annuale di cui all’art. 143 l.f. per presentare, da parte del debitore (fallito persona fisica), il ricorso per l’esdebitazione, deve ritenersi quale termine perentorio previsto a pena di decadenza.

In linea con tale orientamento nella sentenza in commento, il curatore ha rilevato la potenziale inammissibilità dell’istanza formulata dal “fallito” essendo stata depositata, giustappunto, oltre un anno dopo la comunicazione di avvenuta chiusura della procedura.

Sul punto il ricorrente ha eccepito l’applicazione, anche alla procedura di esdebitazione, della sospensione straordinaria prevista dagli artt. 83, comma 2, del Decreto Cura Italia, e 36, comma 1, del Decreto Liquidità.

Tuttavia, sui diversi orientamenti avanzati dalle parti, il Collegio, appurato che non vi sono preclusioni all’applicazione di detta sospensione anche al caso di specie, ha ritenuto condivisibile l’applicazione della sospensione straordinaria alla domanda di esdebitazione presentata dal ricorrente.

In particolare, il Tribunale di Trani ha osservato che, come rilevato dalla dottrina, nella relazione illustrativa il legislatore ha inteso dilatare la sospensione oltre i confini della pendenza del procedimento, al fine di neutralizzare ogni effetto negativo che il massimo differimento delle attività processuali avrebbe potuto dispiegare sulla tutela dei diritti per effetto sostanziale dei termini processuali.

Il ragionamento effettuato dai Giudici ha evidenziato come il riferimento operato dal comma 2 del art. 83 comma 2, del Decreto Cura Italia al “decorso” dei termini, esprimerebbe la consapevole scelta del legislatore di sancire per tutti i termini pendenti il recupero integrale dello spatium temporis di sospensione dopo l’11 maggio 2020.  Dunque, anche per quelli (necessari per l’esercizio giudiziale del diritto, come quello in esame) con dies a quo precedente al 9 marzo 2020, ossia che abbiano il fisiologico dies ad quem dopo l’arco temporale oggetto di sospensione.

Ebbene, alla luce del ragionamento su esposto, il Collegio ha ritenuto ammissibile, poiché tempestivamente proposto, il ricorso per l’esdebitazione presentato dal ricorrente.

Cesare Guglielmini – c.guglielmini@lascalaw.com

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