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L’escussione della polizza non cancella l’inadempimento

In tema di locazione ad uso commerciale, l’escussione della fideiussione, da parte del creditore, non preclude la facoltà di quest’ultimo di domandare comunque la risoluzione del contratto per inadempimento.

È quanto stabilito dalla III Sezione della Corte di Cassazione.

Nel caso di specie la locatrice di un immobile ad uso commerciale aveva intimato lo sfratto alla conduttrice in ragione del mancato pagamento dei canoni.

Quest’ultima si era opposta allo sfratto, deducendo, tra le altre cose, che l’inadempimento fosse venuto meno a seguito dell’escussione della garanzia fideiussoria da parte della locatrice.

Un motivo di opposizione e, successivamente, di impugnazione, ritenuto infondato sia dai Giudici di merito che dalla Suprema Corte.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, la pattuizione di una polizza fideiussoria, così come la sua escussione, non valgono ad escludere l’inadempimento della conduttrice.

Nello specifico, secondo le argomentazioni della Suprema Corte, l’escussione della fideiussione non fa venir meno le ragioni giustificative della risoluzione del contratto di locazione per inadempimento.

Ciò in quanto “la garanzia fideiussoria non elimina l’inadempimento, ma pone a carico del fideiussore un obbligo autonomo rispetto a quello del debitore principale”.

Invero, “il pagamento effettuato dal fideiussore impedisce al creditore di agire nei confronti del debitore principale per ottenere l’adempimento, non gli preclude, invece, l’esercizio della facoltà di domandare la risoluzione del contratto per inadempimento”.

E ancora, secondo la Suprema Corte “deve essere chiaro, infatti, che con la fideiussione si aggiunge al rapporto un ulteriore debitore, che con il suo patrimonio rafforza la garanzia del creditore. La fideiussione soddisfa l’esigenza del creditore di avere una platea di debitori più ampia e, quindi, aumenta la possibilità di ottenere l’adempimento. Non cancella, però, il fatto che il debitore principale si sia reso inadempiente, considerando che il contratto di fideiussione intercorre, comunque, esclusivamente, fra il fideiussore ed il creditore, restando il debitore estraneo, salve diverse intese fra le parti”.

Del resto, anche a voler ammettere corretto il ragionamento della conduttrice – secondo il quale l’escussione della garanzia farebbe venir meno l’inadempimento – resterebbe il fatto che, dopo la soddisfazione del credito tramite fideiussione, il creditore si troverebbe privo di una garanzia per il pagamento dei canoni a scadere. E ciò a fronte di un conduttore già mostratosi gravemente infedele.

Sulla scorta delle argomentazioni che precedono la Cassazione ha ritenuto infondato il motivo del ricorso analizzato.  

Cass., Sez. III, 7 ottobre 2021, n. 27292

Federica Vitucci – f.vitucci@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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