Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

L’errore materiale non determina l’inefficacia del deposito telematico

L’affermazione per cui l’errore materiale determini l’invalidità del deposito telematico e che il rifiuto successivo allo spirare del termine comporti la decadenza in capo al depositante, appare oggi ancor più censurabile e anacronistica alla luce di quanto chiarito dal Tribunale Ordinario di Torino, Sez. I Civile con ordinanza del 23 dicembre 2016.

L’ordinanza precisa ciò che accade nell’eventualità in cui, nel deposito con modalità telematica, l’Avvocato indichi erroneamente un registro in luogo di un altro. Il tema, invero, è particolarmente delicato, un approccio avventato rischierebbe di generare conseguenze assai dannose a fronte di sviste che sarebbero state irrilevanti all’epoca del deposito cartaceo.

Il caso da cui trae origine la decisione in commento riguarda un procedimento avente ad oggetto la condanna al risarcimento danni, in cui parte attrice rinnova l’istanza di revoca dell’ordinanza con cui la convenuta veniva rimessa in termini per la sua costituzione, a seguito del rifiuto da parte della Cancelleria della comparsa di risposta recante un registro in luogo di un altro, ossia il registro del “lavoro” anziché quello del “contenzioso”.

Il Tribunale, con l’ordinanza del 23 dicembre 2016, confermando l’orientamento espresso con una sua precedente decisione, ribadisce che il deposito con modalità telematica si perfeziona, ex art. 16 bis co. 7 D. L. 179/2012, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia.

Dunque, l’accettazione dell’atto da parte della Cancelleria non vale ad integrare la fattispecie del deposito avendo riguardo unicamente all’inserimento dell’atto nel fascicolo telematico.

Ben si comprende pertanto che non sarebbe legittimo far discendere la validità e tempestività del deposito dal buon esito dell’inserimento dell’atto nel fascicolo digitale, ne’ potrebbe ammettersi che “anomalie che bloccano l’inserimento nel fascicolo sortiscano l’effetto di travolgere retroattivamente il deposito”( Tribunale Ordinario di Torino, Sez. I Civile con ordinanza del 23 dicembre 2016 e 13 maggio 2016).

Nel caso di specie, pertanto, il Giudice puntualizza che il nuovo invio della comparsa di risposta è valso unicamente ad eliminare quell’errore materiale che impediva l’inserimento nel fascicolo digitale di un atto già ritualmente depositato e invero si spinge oltre, revocando l’ordinanza di rimessione in termini in quanto non necessaria a fronte del deposito rituale e tempestivo della comparsa presentata in precedenza.

Pia Simonep.simone@lascalaw.com

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