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L’erroneità della segnalazione in CR non è sufficiente per il risarcimento del danno

Il Tribunale di Castrovillari, con la sentenza n. 273 dell’11 marzo 2021, affronta il tema – ne avevamo già parlato nelle scorse settimane – della risarcibilità del danno in ragione di una illegittima segnalazione in Centrale Rischi gestita dalla Banca d’Italia.

Il Giudice, dopo un preciso esame di tutte le fonti che regolano il sistema delle Segnalazioni, chiarisce quali siano i presupposti al fine di poter vedere condannato il soggetto segnalante per l’atto illecito posto in essere.

Nel caso esaminato dal Tribunale, non vi erano dubbi che la segnalazione fosse stata illegittima, risultando ciò provato in via documentale, tuttavia le domande di risarcimento del danno avanzate dagli attori sono state ritenute infondate e non sono state accolte.

Innanzitutto, il Giudice ha ritenuto che, alla luce dell’art. 2056 cod. civ., sebbene il danneggiante è tenuto al risarcimento del danno, tale obbligo risarcitorio non può che “adeguarsi al danno effettivamente subito al danneggiato”. Ciò posto, spetterà al danneggiato fornire la prova tanto del danno quanto del nesso causale con il fatto del danneggiante.

Riconducendo tale principio al caso di specie, è stato chiarito che “il soggetto segnalato non può beneficare de plano del risarcimento del danno, ma devo provarlo.”, pertanto il danno non può essere mai considerato in re ipsa: occorre la prova del danno/evento e del danno/conseguenza.

Il giudicante ha chiarito che non è sufficiente lamentare una generica difficoltà di accesso al credito, essendo imprescindibile provare specificatamente quanto sostenuto. Anzi, depone in senso sfavorevole all’istante, l’esistenza di una pluralità di segnalazioni ad opera di altri soggetti.

Da ultimo, rispetto al profilo del danno non patrimoniale, parte attrice si è limitata unicamente a sostenere un generico e astratto nocumento, “senza specificare l’effettiva lesione all’immagine o alla reputazione patita, così attribuendole una deduzione generica e indeterminata, non allegando in modo sufficientemente determinato gli elementi costituitivi del pregiudizio alla propria immagine e reputazione, adempimento imprescindibile totalmente omesso.”.

In conclusione, la sentenza in commento ribadisce in maniera puntuale i presupposti imprescindibili per giungere ad una sentenza di condanna al risarcimento del danno, di varia natura, troppo spesso richiesto nel solco della tesi che questo sia in re ipsa dinanzi all’illegittimità della segnalazione. Pur in presenza di un’acclarata illegittimità della segnalazione in Centrale Rischi, la parte istante dovrà necessariamente dimostrare tanto il nesso causale tra la condotta illecita e il danno subito, quanto dare compiuta prova del danno lamentato e del quale ne domanda il risarcimento.

Trib. Castrovillari, 11 marzo 202, n. 273

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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