Responsabilità Civile

L’ente proprietario o concessionario della strada risponde dei danni derivati dagli smottamenti e caduta di massi sulla strada nonostante le inadempienze dal proprietario del fondo confinante

Cass., 11 novembre 2011, Sez. III, n. 23563, in Cassazione.net

Massima: "Laddove si verifichi un infortunio sulla strada statale, provocato dalla caduta di massi di un terreno adiacente di altro proprietario, ne risponde l'ente gestore dell'infrastruttura, perchè l'inerzia del proprietario nella realizzazione degli interventi idonei a bonificare tale terreno, non elimina di certo quello del proprietario o del concessionario dell'area su cui i massi rocciosi erano, ineluttabilmente, destinati a cadere mettendo a repentaglio quella sicurezza della circolazione che costituisce uno dei compiti primari dell'ente preposto alla gestione dell'asse viario." (leggi la sentenza per esteso)

È principio noto che se a causa di un’anomalia della strada si verifica un fatto dannoso, l’ente proprietario o concessionario della strada  – il quale si trova nella posizione di sorvegliare la strada, di modificarne le condizioni di fruibilità e di impedire che altri vi apportino cambiamenti  – è responsabile ex art. 2051 c.c. a meno che non dimostri di non aver potuto far nulla per evitare il danno.

Funzione primaria dell’ente proprietario o gestore di strade aperte al traffico è quella di garantire la sicurezza della circolazione, come previsto dall’art. 14 del D.Lgs. n. 285/1992.

Da questo primario dovere deriva il compito dell’ente di adottare tutti i provvedimenti necessari ai fini della sicurezza del traffico sulla strada.

Da queste premesse la Cassazione, con sentenza del 11/11/11 n. 23563, in un caso riguardante un sinistro causato dalla caduta sulla strada di massi di origine franosa staccatisi da un terreno adiacente alla strada nel quale era rimasto danneggiato un motociclista in transito, ha confermato la responsabilità dell’Anas già accertata dalla Corte d’appello.

In particolare, la suprema Corte ha precisato che il caso fortuito, che esclude la responsabilità dell’ente, è configurabile solo laddove la situazione di pericolo o è provocata dagli stessi utenti della strada o deriva da una “repentina e non prevedibile alterazione della stato della cosa che, nonostante l’attività di controllo e la diligenza impiegata allo scopo di garantire un intervento tempestivo, non possa essere rimossa o segnalata, per difetto del tempo non strettamente necessario a provvedere”. Nel caso in esame, il Giudice di merito aveva accertato che, qualche giorno prima del verificarsi del sinistro, nel fondo adiacente alla strada erano stati segnalati smottamenti e frane che avrebbero dovuto spingere l’ente ad effettuare controlli e ad adottare misure idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione in quel tratto di strada.

Secondo la Suprema corte, che spettasse al proprietario del fondo la manutenzione della sponda laterale adiacente alla strada, non vale ad escludere la responsabilità dell’Ente pubblico, giacchè  all’ ANAS spettava “il compito di adottare i provvedimenti necessari ai fini della sicurezza del traffico sulle strade" e tra questi vi era certamente quello di vietare la circolazione nel tratto di strada “pericoloso”  e poi di adottare o di assicurasi che venissero adottate tutte le misure idonee ad eliminare i fattori di rischio conosciuti e conoscibili.

Pertanto, la prova che il proprietario del fondo adiacente non avesse realizzato gli interventi necessari ad evitare la frana non esclude la responsabilità dell’ente pubblico proprietario/concessionario della strada per aver consentito il traffico su quel tratto di strada e, quindi, per aver messo a repentaglio la sicurezza della circolazione stradale.

L’ente gestore di strade aperte al traffico è responsabile anche nel caso di danni determinati da una situazione di pericolo generata dall’altrui condotta omissiva, se la situazione era prevedibile ed evitabile con l’adozione delle necessarie misure idonee a tutelare la sicurezza degli utenti della strada.
 
(Maria Valeria De Leo – v.deleo@lascalaw.com)

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