L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

L’emergenza sanitaria non sospende gli ordini di liberazione

Il Tribunale di Bari con l’Ordinanza in commento, si è pronunciato su una delle tematiche introdotte dalla normativa “emergenziale” che, in quanto tale, lascia spazio a numerosi vuoti e dubbi interpretativi.

In particolare, nel caso di specie, l’aggiudicatario di un bene immobile nell’ambito di una procedura esecutiva, aveva più volte chiesto la revoca dei provvedimenti con i quali il Giudice, in conformità all’orientamento del Tribunale di Bari circa l’art. 54ter L.27/2020, aveva ripetutamente rigettato la richiesta dell’ordine di liberazione.

Con l’ultima pronuncia sulla ulteriore istanza del medesimo tenore da parte dell’aggiudicatario, il Giudice dell’esecuzione ha, invece, ritenuto di dover modificare parzialmente le pregresse statuizioni e le precedenti interpretazioni circa l’ordine di liberazione, alla luce della entrata in vigore della Legge 77/2020, di conversione con modificazioni del D.L. n. 34/2020, incidente sul disposto di cui all’art. 103, comma 6, D.L. n. 18/2020, per cui a seguito della sopravvenuta normativa, “L’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 31 dicembre 2020”.

A seguito della norma più recente, il Giudice adito ha ritenuto di dare un’interpretazione più restrittiva rispetto a quella omnicomprensiva e letterale data in precedenza e, dunque, in base a questa ultima esegesi, ha puntualizzato che l’art. 103, comma 6 D.L. 18/2020, relativo all’esecuzione dei provvedimenti di rilascio, non trova applicazione all’attuazione degli ordini di liberazione a cura del Custode ex art. 560 c.p.c.

Infatti, l’art. 103, comma 6, cit., si riferisce esplicitamente ai provvedimenti di rilascio (quindi sfratto) che sono cosa ben diversa dall’ordine di liberazione previsto dall’art. 560 c.p.c. al quale l’art. 103 cit. non può essere applicato nemmeno per analogia attesa la sua natura di norma eccezionale dettata dal contesto emergenziale (art. 14 Preleggi).

Nella Ordinanza in commento, il Giudice esplicita che il convincimento di dover giungere a nuove conclusioni è dovuto alla circostanza che nella L.77/2020, l’art. 103, comma 6, D.L. 18/2020 non ha cambiato formulazione, ma ha cambiato la rubrica, trovandosi ora in quella che fa espresso riferimento alla “Proroga della sospensione dell’esecuzione degli sfratti di immobili ad uso abitativo e non abitativo”.

Per di più, secondo il magistrato deve tenersi conto del principio della ragionevolezza che nella formulazione originaria dell’art. 103, comma 6 D.L. 18/2020 traeva origine dalla limitata durata della sospensione (fino al 30 giugno 2020 e in seguito 01 settembre 2020).

Attesa, però, la sopraggiunta non esigua proroga dei termini sino al 31 dicembre 2020, sospendere gli ordini di liberazione ex art. 560 c.p.c. fino a tale ultima data genererebbe uno squilibrio tra le posizioni in gioco, con ingiustificata (e priva di appigli normativi) “ultraprotezione” dell’interesse della parte esecutata, a scapito dell’interesse preminente della parte resasi aggiudicataria, di fatto svuotando di contenuto l’art. 187 bis disp. att. c.p.c. e il sotteso impianto di tutela ordinamentale che è posto a presidio del buon andamento della procedura esecutiva.

Di conseguenza, il Giudice adito, facendo leva sul potere di direzione procedimentale riconosciutogli dall’art. 484 c.p.c., nella generale ottica di contemperamento tra gli interessi coinvolti nella procedura esecutiva, ha ritenuto che nel caso in esame, a seguito della novella legislativa, l’ordine di liberazione si appalesasse immediatamente attuabile, senza ulteriori dilazioni, in quanto l’attuazione dell’ordine di liberazione ex art. 560 c.p.c. esula dal perimetro applicativo ex art. 103, co. 6, cit., per l’appunto avente ad oggetto il solo settore degli sfratti.

Pertanto, secondo detta interpretazione, qualora l’immobile pignorato non costituisca abitazione principale del debitore e la procedura non sia sospesa ex art. 54ter L.27/2020, l’ordine di liberazione andrà immediatamente attuato, mentre nel caso di abitazione principale, potrà essere eseguito subito dopo il 30 ottobre 2020, senza dover attendere il successivo 31 dicembre.

Trib. Bari, 24 luglio 2020

Valeria Misticoni – v.misticoni@lascalaw.com

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