Contenzioso finanziario

Lehman Brothers: il Tribunale di Roma conferma l’imprevedibilità del default

Trib. Roma, 13 ottobre 2015, n. 20420 (leggi la sentenza)

Recentemente, il Tribunale di Roma (con sentenza n. 20420 pubblicata il 13.10.2015) si è pronunciato riguardo all’azione risarcitoria proposta da un investitore in titoli obbligazionari emessi dalla Lehman Brothers, negoziati – nel febbraio dell’anno 2008 – presso intermediario finanziario aderente al Consorzio PattiChiari.

In particolare, la difesa di parte attrice si lamentava del preso inadempimento della Banca in ordine alle informazioni precontrattuali connesse al preteso rischio di insolvenza dell’emittente, notorio al momento dell’esecuzione dell’ordine di investimento (“poiché gli strumenti di valutazione di rischio a disposizione delle banche, quale segnatamente le quotazioni dei CDS (Credit Swap default) e del VaR, rendevano evidente, al momento dell’acquisto, un sensibile aumento della rischiosità del titolo”).

Il Tribunale adito, nel rigettare l’azione avversaria, ha considerato in primo luogo che “il rating del soggetto emittente i titoli in questione è rimasto di categoria A sino alla data del default (avvenuto, come si è detto, in data 15 settembre 2008, quando la Lehman Brothers Holding Inc. richiese alla US Bankruptcy Court di New York l’ammissione al Chapter 11, cioè alla procedura di fallimento pilotato prevista dalla legge statunitense, dichiarando così il proprio stato di insolvenza), circostanza quest’ultima che deve ritenersi inaspettata proprio perché trattavasi di una Banca di grandi dimensioni”.

In secondo luogo, passando in esame l’informativa dovuta in seguito all’adesione della Banca al Consorzio PattiChiari, il Giudice adito – dopo aver esaminato il rating dell’emittente ed il Value At Risk (indicatori coordinati per la permanenza del titolo all’interno delle obbligazioni a basso rischio-rendimento” – conferma che “la banca convenuta, in forza della clausola di impegno inserita negli ordini di acquisto, era tenuta a comunicare al cliente, secondo la tempistica ivi prevista, l’eventuale uscita dei titoli da quest’ultimo acquistati per il suo tramite, dall’elenco delle obbligazioni a basso rischio/rendimento redatto da Consorzio Patti Chiari. Ebbene, nel caso di specie, per come risulta addirittura notorio, il Consorzio Patti Chiari provvedeva ad espungere dall’elenco di tali titoli le obbligazioni emesse dal Gruppo Lehman solo in data 15 settembre 2008 e, dunque, allorquando tali società avevano chiesto l’ammissione a procedura concorsuale”.

Conclude, dunque, il Tribunale affermando che “in definitiva, dunque, a prescindere dal profilo di rischio del cliente per considerare inadeguate le operazioni in argomento nel febbraio 2008, è necessario affermare che la Banca doveva considerare non valido il rating espresso su Lehman dalle agenzia sopracitate”.

28 ottobre 2015

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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