Crisi e procedure concorsuali

Concordato in continuità e legittimità della compensazione

Tribunale di Livorno, 19 maggio 2015 (leggi la sentenza)

L’esistenza di una procedura di concordato preventivo non impedisce alla banca di compensare, in presenza di apposita pattuizione ai sensi degli articoli 1853 c.c. e 1252 c.c., le somme confluite sui conti con i crediti dalla stessa vantati nei confronti del cliente, purché  vi sia prosecuzione dell’operatività dei rapporti bancari

Anche il Tribunale di Livorno ha preso posizione sulla tematica che sta investendo negli ultimi mesi i Giudici italiani, ovvero la legittimità della compensazione operata dalla Banca tra le somme confluite sui conti della correntista ed i crediti vantati dalla Banca verso quest’ultima, una volta che la correntista sia stata ammessa alla procedura di concordato preventivo.

Da un lato, vi è la tesi sostenuta dai soggetti ammessi alla procedura di concordato preventivo che riposa sulla ritenuta impossibilità di porre in essere la compensazione tra un credito vantato dalla Banca nei confronti della società in bonis ed il credito da questa ultima vantato in relazione al mandato conferito alla Banca al fine di procedere all’incasso dei pagamenti derivanti dalle ricevute bancarie dalla prima presentate nel corso del rapporto, dal momento che i due controcrediti difetterebbero del requisito della reciprocità, essendo il primo vantato dalla Banca nei confronti della società in bonis, mentre il secondo vantato direttamente dalla massa dei creditori della procedura e, quindi, da soggetto distinto da quello nei cui confronti la Banca vanta il credito.

Dall’altro lato, si individua invece la tesi seguita dagli Istituti bancari sulla possibilità di operare legittimamente la compensazione che riposa sull’indiscusso principio di prosecuzione, nell’ambito della procedura di concordato preventivo, dei rapporti giuridici in corso alla data della presentazione della domanda, con la conseguenza di dover applicare a tali rapporti le clausole contrattuali ivi previste, tra le quali vi è indubbiamente il “patto di compensazione” o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto.

Nella sentenza in commento, il Tribunale ha aderito alla tesi bancaria, ritenendo legittima la compensazione operata dalla Banca in relazione alle somme pervenute sul conto successivamente all’apertura della procedura di concordato preventivo, essendo a ciò autorizzata da apposita clausola contrattuale attributiva di tale diritto, clausola che non viene in alcun modo scalfita dall’esistenza della predetta procedura concorsuale, laddove il rapporto bancario sia ancora operativo.

22 giugno 2015

Francesca Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com

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