Responsabilità Civile

Legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 145, comma 1, e 148, comma 2 cod. Assicurazioni

Il Giudice di pace di Roma ha sollevato questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 145, comma 1, e 148, comma 2  C.d.A., in riferimento agli articoli 2, 3, 24, 32, 76, 111 e 117 della Costituzione, laddove prevedono che la proponibilità della domanda giudiziaria di risarcimento dei danni alla persona derivanti da un sinistro stradale è subordinata al decorso di 90 giorni dalla presentazione da parte del danneggiato all’assicuratore di un’istanza di risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento (artt. 145, comma 1), che deve contenere l’indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento, la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro, i dati relativi all’età, all’attività del danneggiato, al suo reddito e all’entità delle lesioni subite, e deve essere accompagnata dall’attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, dalla dichiarazione di avere o non avere diritto a prestazioni da parte di assicuratori sociali, o, in caso di decesso, dallo stato di famiglia della vittima (148, comma 2).

Secondo il Giudice di Pace di Roma, dalla predetta normativa deriverebbe una menomazione processuale e sostanziale della tutela del danneggiato consistente in «un indubbio svantaggio per il danneggiato, su cui grava un maggior onere di allegazione e di prova ai fini dell’accesso alla giurisdizione», rispetto alla previgente normativa che, invece, richiedeva per l’accesso alla giurisdizione il preventivo invio di una semplice richiesta risarcitoria, anche incompleta.

Secondo la Corte Costituzionale, la questione sollevata è infondata giacchè l’“irrigidimento del filtro all’accesso alla giurisdizione” è un meccanismo che avvantaggia il danneggiato, legando “l’onere di diligenza, a suo carico, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore.  Il quale, proprio in ragione della prescritta specificità di contenuto della istanza risarcitoria, non potrà agevolmente o pretestuosamente disattenderla, essendo tenuto alla formulazione di una proposta adeguata nel quantum. Il che – oltre, e prima ancora, che alla razionalizzazione dell’accesso alla giurisdizione ed alla sua funzionalizzazione, nel settore, ad una tutela di qualità – è volto, appunto, a rendere possibile una anticipata e satisfattiva tutela del danneggiato già nella fase stragiudiziale.”

In altre parole, l’onere di allegazione posto a carico del danneggiato non consente più all’assicuratore di rimandare la formulazione dell’offerta o di formulare offerte incongrue o parziali, ma lo obbliga, già nella fase stragiudiziale, a formulare un’offerta congrua e coerente con la documentazione allegata dal danneggiato.

(Maria Valeria De Leo – v.deleo@lascalaw.com)

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