Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Legittimazione del Liquidatore Giudiziale a chiedere la risoluzione del concordato preventivo

Il presupposto della risoluzione del concordato (rectius: l’interesse a far valere l’inadempimento) compete alla massa dei creditori concorsuali, nella persona del suo mandatario, ovvero il Liquidatore Giudiziale.

Tribunale Bergamo 15 dicembre 2016 

Nella fase esecutiva del concordato per cessio bonorum la posizione del Liquidatore Giudiziale è assimilabile, con i dovuti distinguo, a quella del Curatore fallimentare, per effetto dello spossessamento che la società debitrice in concordato subisce con il decreto di omologazione.

Con la conseguenza logico-giuridica che l’organo di promanazione giudiziale della fase esecutiva del concordato subentra nelle cause di contenuto patrimoniale di cui è parte la debitrice in applicazione del principio generale di cui all’art. 43 L.F., da ritenersi, in via analogica, applicabile al concordato liquidatorio.

Invero, l’interpretazione evolutiva della disciplina inerente alle prerogative del Liquidatore Giudiziale, ed in particolare l’art. 14-decies della legge n. 3/12 e successive modifiche, che delimita la legittimazione ad agire del Liquidatore della procedura di liquidazione del patrimonio del sovraindebitato, induce a ritenere la piena legittimazione del Liquidatore a rappresentare il debitore, il cui concordato sia stato omologato, nei giudizi rilevanti ai fini dello svolgimento della propria funzione di mandatario della massa dei creditori.

Da ciò ne discende la legittimazione del Liquidatore Giudiziale a presentare ricorso diretto ad ottenere la risoluzione del concordato preventivo, poiché costui, nell’interesse della massa dei creditori, è nelle condizioni di valutare l’eventuale inadempimento della società debitrice rispetto alla proposta omologata.

Anna Porcari a.porcari@lascalaw.com

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