La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Legittimazione attiva del cessionario e opponibilità della cessione

Il Tribunale di Torino, con sentenza n. 22611 del 19 settembre, ha affrontato il tema della legittimazione attiva del cessionario del credito, precisando quali siano i requisiti minimi della cessione, anche in punto di opponibilità al debitore ceduto.

Il debitore, oltre a proporre diverse contestazioni di merito, opponeva il decreto ingiuntivo sostenendo che la società cessionaria fosse priva di legittimazione attiva, dal momento che: (i) l’atto di cessione non si sarebbe perfezionato tra le parti (cedente e cessionaria) e (ii) la cessione non sarebbe stata opponibile al debitore.

Il Giudice, nel rigettare tali contestazioni, ha fornito interessanti spunti di riflessione.

La sentenza, infatti, ha rilevato che il contratto di cessione di crediti risultava perfezionato tra le parti per effetto del semplice consenso espresso da cedente e cessionario, che risultava cristallizzato in maniera inequivoca nella sottoscrizione dell’accordo di cessione: “Dette doglianze oltre che inammissibili, in quanto tardive, sono altresì comunque infondate, sia perché il contratto di cessione prodotto in atti risulta debitamente sottoscritto dalle parti contraenti”.

Inoltre, in tema di opponibilità della cessione, il Giudice ha rilevato che la pubblicazione eseguita ai sensi dell’art. 58 TUB rende la cessione immediatamente opponibile al debitore ceduto, avendo un effetto certo e sostitutivo rispetto alla notificazione “ad personam”.

L’art. 58 TUB, infatti, in quanto norma di semplificazione dei rapporti giuridici “ha inteso agevolare la realizzazione della cessione “in blocco” di rapporti giuridici, prevedendo quale presupposto di efficacia della stessa nei confronti dei debitori ceduti, la pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale, e dispensando la banca cessionaria dall’onere di provvedere alla notifica della cessione alle singole controparti dei rapporti acquisiti”.

Ciò non toglie, tuttavia, che il cessionario abbia la facoltà di rendere opponibile la cessione ricorrendo alle norme ordinarie previste dal codice civile, mediante notificazione ad personam, che può essere eseguita in forma libera, sia in via stragiudiziale sia in via giudiziale: “tale adempimento, ponendosi sullo stesso piano di quelli prescritti in via generale dallart. 1264 del cod. civ., può essere validamente surrogato da questi ultimi, e segnatamente dalla notificazione individuale della cessione, che non è subordinata a particolari requisiti di forma, e può quindi aver luogo anche mediante l’atto di citazione con cui il cessionario intima il pagamento al debitore ceduto, ovvero nel corso del giudizio”.

In ultimo, il Tribunale ha ricordato che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prevista dall’art. 58 TUB è atto presupposto alla sola opponibilità della cessione che, in ogni caso, si perfeziona tra cedente e cessionario con la semplice stipula del relativo accordo di cessione e legittima di per sé il cessionario a ricevere il pagamento, anche laddove la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non sia ancora stata eseguita: “in quanto rileva al solo fine di escludere l’efficacia liberatoria del pagamento eseguito al cedente, senza incidere sulla circolazione del credito, il quale fin dal momento in cui la cessione si è perfezionata è nella titolarità del cessionario, che è quindi legittimato a ricevere la prestazione dovuta anche se gli adempimenti richiesti non sono stati ancora eseguiti (Cass. 5997/2006)”.

Tribunale di Torino, 19 settembre 2019, n. 22611 

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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