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Legittima la segnalazione in Centrale Rischi senza preavviso

Di recente lo Studio ha ottenuto ordinanza di rigetto di un ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato da un correntista nei confronti della propria Banca, per asserita illegittima segnalazione in Centrale Rischi Banca d’Italia.

Nel caso di specie, il ricorrente lamentava come l’illegittimità della segnalazione derivasse dalla circostanza per cui la Banca non aveva provveduto ad avvisare in via preventiva il cliente del passaggio a sofferenza della posizione.

Ebbene, il Tribunale di Nocera Inferiore, con ordinanza del 1° marzo 2017, ha evidenziato come l’omissione del preavviso della segnalazione non sia di per sé idonea a rendere illegittima la medesima segnalazione “in quanto non ne rappresenta condizione di validità, dovendo valutarsi a tal fine solamente l’esistenza della condizione di grave difficoltà economica, come prescritto dall’art 51 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385”.

Nell’ordinanza de qua viene, peraltro, evidenziato come una preventiva comunicazione al debitore sia utile nella misura in cui consente a quest’ultimo di avviare un dialogo in ordine all’esistenza delle condizioni legittimanti la segnalazione a sofferenza.

Orbene, nel caso di specie, il Giudice ha rilevato come, a fronte della tardiva conoscenza della segnalazione, non seguiva alcuna dimostrazione da parte del correntista della possibilità di far fronte al debito, ad esempio mediante prospettazione alla Banca di eventuale piano di rientro.

Per quanto concerne l’elemento della insolvenza del debitore, il Giudice ha ritenuto provata la sussistenza di una grave difficoltà economica del ricorrente, sulla scorta degli eventi negativi rilevati tramite la visura camerale prodotta dalla Banca resistente, posto che “la nozione di insolvenza che si ricava dalle “Istruzioni” emanate dalla Banca d’Italia, sulla base delle direttive del CICR, non si identifica con quella dell’insolvenza fallimentare, dovendosi piuttosto far riferimento ad una valutazione negativa della situazione patrimoniale, apprezzabile come “deficitaria”, ovvero come “grave difficoltà economica”, senza quindi alcun riferimento al concetto di incapienza ovvero di “definitiva irrecuperabilità” (cfr. anche Cass., 1.4.2009, n. 7958)”.

In definitiva, alla luce dei motivi in fatto e diritto esplicitati, il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal correntista, con condanna di quest’ultimo alle spese del giudizio.

Tribunale di Nocera Inferiore, ordinanza del 1° marzo 2017

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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