L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Legittima la pluralità di azioni esecutive nei confronti di più debitori solidali

In tema di esecuzione forzata, non viola gli obblighi di correttezza e buona fede e non contravviene al divieto di abuso degli strumenti processuali, l’iniziativa del creditore di due o più debitori solidali che, in forza del medesimo titolo, intraprenda un’azione esecutiva nei confronti di uno di essi, nonostante abbia già ottenuto un’ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. nei confronti dell’altro.

Queste le parole della Suprema Corte di Cassazione che con una recente ordinanza, ha confermato la possibilità per il creditore procedente di mettere in atto più azioni esecutivi, anche contemporaneamente, nei confronti di diversi creditori solidali tra loro, fino al totale soddisfacimento del credito vantato.

Nel caso in esame, al vaglio della Suprema Corte, un istituto bancario si era reso creditore nei confronti di due coniugi, debitori solidali tra loro.
Con una duplice iniziativa esecutiva, la banca pignorava a breve distanza, prima la pensione del marito e subito dopo quella della moglie.

Ottenuta ordinanza di assegnazione nei confronti del marito, la banca non desisteva dalla seconda azione esecutiva avviata nei confronti della moglie

Quest’ultima, pertanto ritenendo illegittimo l’utilizzo del doppio strumento, spiegava opposizione all’esecuzione.
L’opposizione veniva tuttavia rigettata sia in primo grado, sia in grado d’appello, così giungeva al vaglio della Corte di Cassazione.

Quest’ultima, con l’ordinanza in commento chiariva definitivamente la legittimità, per il creditore procedente, di agire in via esecutiva in contemporanea, nei confronti dei due soggetti, debitori in solido, nonostante la banca avesse già ottenuto un provvedimento potenzialmente satisfattivo dell’intero credito.

Il creditore sarà pertanto legittimato ad agire nei confronti di entrambi i soggetti, anche qualora abbia già ottenuto un provvedimento di assegnazione, nei confronti di uno dei due, e ciò fino all’integrale concorrenza del credito per cui agisce.

Unico limite invalicabile, chiarisce la Suprema Corte, è dato dall’effettivo e integrale recupero dell’ credito per il quale procede. Non sarà quindi sufficiente un provvedimento solo in astratto potenzialmente satisfattivo, ma dovrà considerarsi l’effettiva soddisfazione del credito, quindi le somme in concreto incassati dalla banca.

Fino ad allora, sarà pienamente legittimo l’utilizzo di qualsiasi strumento esecutivo, anche in contemporanea, anche nei confronti di più debitori solidali.

In questo modo è garantita al creditore una maggiore probabilità di recupero integrale del proprio credito, nel più breve tempo possibile.

Nell’eventualità in cui il creditore dovesse superarsi il limite del dovuto, l’esecutato avrà facoltà di rilevare eventuali abusi, attraverso gli strumenti delle opposizioni, posti dall’ordinamento a tutela di quest’ultimo.

Cass., Sez. VI, Ord., 24 aprile 2020, n. 8151

Andrea Romaldo – a.romaldo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Il debitore diretto non è legittimato passivo nella procedura esecutiva che colpisce il bene di un ...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha chiarito i rapporti che legano l’espropriazion...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Nel pignoramento presso terzi, il fallimento del debitore esecutato, dichiarato dopo la pronuncia de...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X