Diritto Processuale Civile

L’efficacia delle prove atipiche nel processo civile

Trib. Reggio Emilia, Sez. II Civile, 2 luglio 2014, n. 1000 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Reggio Emilia con la sentenza del 2 luglio 2014 ha statuito che le prove atipiche sono ammissibili in un giudizio civile, se idonee ad assicurare l’accertamento del fatto.

Nel caso di specie, un soggetto trovava la morte a seguito di un incidente sul lavoro e la moglie del defunto insieme ai fratelli di quest’ultimo, convenivano in giudizio il datore di lavoro per sentirlo condannare al  risarcimento del danno patrimoniale e non sofferto.

Il giudizio si concludeva con la condanna del datore di lavoro sulla scorta delle prove testimoniali, degli atti istruttori, dei verbali di prove, tutti resi nel processo penale ed amministrativa.

Il Tribunale si avvaleva, quindi, ai fini della decisione, delle predette prove atipiche, sulla scorta delle seguenti argomentazioni:

(i) l’assenza di una norma di chiusura nel senso dell’indicazione del numerus clausus delle prove, insieme all’affermazione del diritto alla prova e il principio del libero convincimento del Giudice, inducono ad escludere che l’elencazione delle prove nel processo civile sia tassativa ed a ritenere quindi ammissibili le prove atipiche, che trovano ingresso nel processo civilistico con lo strumento della produzione documentale. L’efficacia delle prove documentali atipiche deve essere assimilata a quella delle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c.;

(ii) i verbali  delle prove espletati in altri giudizi penali, civili e/o amministrativi (e, quindi, anche le prove testimoniali assunte nel giudizio penale celebrato nei confronti del datore di lavoro) compresi gli accertamenti peritali assumono prioritariamente un valore di indizio ex art. 310 c.p.c. (con riferimento al valore indiziario delle prove raccolte in un processo estinto). L’assenza, nel rito processualcivilistico di una norma come quella dell’art. 238 c.p.p. disciplinante in modo generale l’acquisizione di verbali di prove di altro procedimento, legittima l’orientamento sopra esplicato;

(iii) le sentenze penali non definitive costituiscono una prova atipica in relazioni alle quali il Giudice può comunque trarre elementi di giudizio in base alle risultanze dei mezzi di prova esperiti e alle affermazioni dei fatti in esse contenuti. È pacifico, poi, che le sentenze penali di condanna hanno efficacia di giudicato nel processo civile o amministrativo, ex art. 654 c.p.p.

1 settembre 2014

(Valentina Giffoni – v.giffoni@lascalaw.com)

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