Notifica all’avvocato…se mi cancelli non vale

Quando l’eccesso di difesa del convenuto sana una citazione nulla

Pur in presenza di una violazione del termine di comparizione, non vi è ragione di dichiarare nulla la citazione e di fissare un’altra udienza, se il convenuto si sia difeso anche nel merito, perché non vi è alcun pregiudizio a cui rimediare.

In altri termini con l’ordinanza in commento la Suprema Corte arriva a sostenere che la citazione è perfettamente sanata quando il convenuto oltre ad eccepire la violazione del termine di comparizione con fissazione di un’altra udienza nel rispetto dei termini ex art. 164 c.p.c. comma 3, prenda posizione anche nel merito delle avverse doglianze e così annullando del tutto la precedente eccezione di rito.

Tale decisione ribalta una precedente pronuncia giurisprudenziale (sent. Cass. n. 12129/2004) secondo la quale, anche qualora il convenuto estendesse le proprie difese al merito, la propria costituzione non esplicherebbe alcun effetto sanatorio “dovendosi presumere che l’inosservanza del termine a comparire gli abbia impedito una più ampia difesa”.

Sulla scorta di queste ultime argomentazioni, la Corte d’Appello di Firenze, accertava e dichiarava la nullità della sentenza di I grado proprio in ragione del mancato rispetto dei termini a comparire dell’atto di citazione, con conseguente nullità di tutti gli atti ad esso successivi sino alla nullità della sentenza.

Quest’ultima pronuncia veniva, pertanto, impugnata dinanzi alla Suprema Corte la quale invertiva il principio di diritto avallato in sede di Appello e individuava nell’eccezione di rito la soglia oltre la quale il convenuto non avrebbe più potuto eccepire la nullità dell’atto di citazione, dal momento che l’estensione delle difese anche ai motivi di merito, attesterebbe l’assenza di un concreto pregiudizio difensivo subito dal convenuto per la violazione del termine a comparire, onde la sua costituzione sana la nullità formalmente prevista dall’articolo sopra citato.

In considerazione di tanto, il ricorso veniva accolto con cassazione della sentenza impugnata e contestuale rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Firenze.

Cass., Sez. III, 27 aprile 2017, ordinanza n. 10400 (leggi l’ordinanza)

Fabrizia D’Alba f.dalba@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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