Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Leasing: disconoscimento del contratto e falsa rappresentanza

Il nostro Studio ha assistito con successo una nota società di leasing nell’ambito di un giudizio d’appello in materia di disconoscimento del contratto e falsa rappresentanza.

Il Giudice di primo grado aveva revocato il decreto ingiuntivo ottenuto dalla società di leasing sulla scorta del disconoscimento operato dall’utilizzatore e delle contestazioni sollevate in materia di falsa rappresentanza.

Il Tribunale, a fronte del disconoscimento dell’utilizzatore, aveva ritenuto generica l’istanza di verificazione formulata dalla società di leasing e ininfluente il parziale adempimento dei contratti, sostenendo che il pagamento di alcuni canoni di leasing e il godimento dei beni non fossero sufficienti per confermarne il perfezionamento.

La società di leasing ha promosso appello.

La Corte, letti i motivi di impugnazione, ha ritenuto di accogliere l’appello e di ribaltare in ogni sua parte la sentenza di primo grado confermando la regolare conclusione dei contratti.

Il Collegio ha infatti rilevato che l’utilizzatore aveva dato parziale esecuzione ai contratti, e in dettaglio: “aveva versato i primi sei canoni della locazione finanziaria di cui è giudizio e che la stessa, nonostante le dichiarazioni resa dal suo legale rappresentante […] alla Guardia di Finanza, nel 2007, non aveva provveduto alla restituzione dei beni oggetto del contratto di leasing, nemmeno dopo l’espresso invito rivoltole dalla […] nel 2009, così dando prova che la società aveva continuato ad usufruire di detti beni”.

Sulla base di tali circostanze, la Corte ha dichiarato inammissibile il disconoscimento ex art. 214 c.p.c.: “atteso che dalla condotta tenuta dalla società, emerge chiaramente come questa fosse a conoscenza del contratto e ne abbia pacificamente beneficiato utilizzando i beni che ne costituivano oggetto e pertanto lo abbia quantomeno tacitamente riconosciuto, tant’è che vi diede iniziale esecuzione”.

Inoltre, la sentenza ha superato la contestazione in materia di falsus procurator valutando la parziale esecuzione dei contratti quale motivo di ratifica ex art. 1399 c.c.: “comunque ‘aver beneficiato per anni dei beni oggetto del leasing, consente di presumere che detto consenso ci sia stato e che […] abbia ratificato la condotta dell’[…] il quale avrebbe sottoscritto il contratto senza avere i relativi poteri di rappresentanza”.

La sentenza, quindi, conferma che il parziale adempimento del contratto di leasing (nel caso di specie, il pagamento di alcuni canoni e il godimento dei beni concessi in locazione finanziaria) è elemento sufficiente per qualificare come “inamissibile” il disconoscimento del contratto e ratificare il negozio come previsto dalla disciplina della falsa rappresentanza.

Corte App. Bologna, 15 luglio 2020, n. 2061

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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