Il Regolamento Crowdfunding in fase di aggiornamento e ampliamento

Le SOS aumentano in caso di ispezioni antiriciclaggio

In data 28 aprile 2019, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (“UIF”) ha pubblicato il documento recante “The impact of anti-money laundering oversight on banks’ suspicious transaction reporting: Evidence from Italy” (il “Documento”), sulla collana “Quaderni dell’antiriciclaggio – Analisi e studi”.

Il Documento rappresenta la prima valutazione empirica dell’effetto delle ispezioni in materia di antiriciclaggio sull’attività di segnalazione delle operazioni sospette (“SOS”) da parte delle banche.

L’analisi è svolta usando basi dati molto disaggregate della Banca d’Italia e della UIF contenenti:

  • – le ispezioni svolte e i relativi rilievi;
  • – la quantità e la qualità delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dalle banche prime e dopo le ispezioni.

In particolare, il Documento utilizza i dati delle ispezioni antiriciclaggio svolte dalle Autorità competenti nel biennio 2012-2013, incrociati con i flussi di segnalazioni di operazioni sospette trasmessi dalle singole banche (ispezionate e non) e con le statistiche sull’attività operativa degli intermediari fornite dalle segnalazioni antiriciclaggio aggregate (“S.AR.A.”).

I risultati mostrano che le ispezioni, in particolare quando seguite da una qualche forma di intervento da parte dell’Autorità, inducono, tendenzialmente, un aumento nelle SOS trasmesse dalle banche ispezionate.

Nello specifico:

  • – le ispezioni inducono un aumento del 18% nel numero delle SOS inviate dalle banche nel trimestre successivo all’ispezione (24% per le banche che hanno già prodotto segnalazioni). Risulta inoltre accresciuta la probabilità che una banca invii una segnalazione dopo un’ispezione (dell’8%). L’effetto è maggiore sulle banche di maggiori dimensioni e più diffuse sul territorio, le quali tipicamente investono di più in controlli interni di compliance e sono esposte a un maggiore rischio reputazionale;
  • – l’incremento non è limitato alle segnalazioni di basso contenuto informativo (quelle cioè a cui la UIF attribuisce un basso rating) — come si potrebbe temere in considerazione dell’asimmetria sanzionatoria dovuta dalla circostanza per cui viene “punita” l’omissione della segnalazione, ma non l’invio eccessivo di report infondati (situazione, questa, che potrebbe favorire una tendenza da parte delle banche a sovra-segnalare a scopo cautelativo) — ma riguarda in pari misura anche le segnalazioni di elevata rilevanza finanziaria (rating elevato);
  • – ulteriori stime mostrano che l’effetto positivo delle ispezioni sul flusso segnaletico si osserva prevalentemente in concomitanza con l’attuazione, da parte delle Autorità, di una qualche forma di intervento, dalla constatazione di possibili carenze e conseguente richiesta di adozione di misure correttive all’avvio della procedura sanzionatoria vera e propria. Un’interpretazione possibile è che sia l’intervento in sé a determinare l’effetto sul comportamento segnaletico. Di contro, un’interpretazione lievemente diversa è che le ispezioni facciano aumentare le segnalazioni nei casi delle banche poco “compliant”, che tipicamente coincidono con le situazioni nelle quali le Autorità intervengono dopo l’ispezione

In conclusione, dunque, tali evidenze suggeriscono che l’attività di controllo svolta dalle Autorità in materia di antiriciclaggio induce un aumento della quantità di informazioni fornite dalle banche, senza che ne sia pregiudicata in media la qualità.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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