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Le preoccupazioni del Parlamento europeo sul Registro dei titolari effettivi

Il Parlamento europeo si ritiene “preoccupato” per la mancata adozione nei termini, da parte degli Stati membri, di normative in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. È questo quello che emerge dalla risoluzione del 19 settembre 2019 del Parlamento europeo relativa all’avanzamento della legislazione antiriciclaggio dell’Unione europea.

Sebbene, infatti, il quadro normativo dell’Unione europea in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (“AML/CTF”) è stato progressivamente rafforzato grazie all’adozione della Direttiva (UE) 2018/843 (“V Direttiva Antiriciclaggio”), tutt’oggi un gran numero di Stati Membri non ha ancora dato attuazione alla Direttiva (UE) 2015/849 (“IV Direttiva Antiriciclaggio”) nella loro legislazione nazionale.

Il Parlamento europeo rileva inoltre che taluni Stati membri non rispetteranno la scadenza di recepimento per la V Direttiva Antiriciclaggio (10 gennaio 2020) e le scadenze per il c.d. “Registro dei titolari effettivi per le società e altre entità giuridiche” (10 gennaio 2020) e per il c.d. “Registro dei titolari effetti dei trust e degli istituti giuridici analoghi” (10 marzo 2020).

In particolare, il “Registro dei titolari effettivi” (per tale intendendosi sia quello relativo alle società e altre entità giuridiche e ai trust) era già previsto nella IV Direttiva Antiriciclaggio, laddove si prevedeva l’obbligo per gli Stati membri di assicurare che le informazioni sulla titolarità effettiva di società e trust fossero archiviate in un registro centrale, come una banca dati centrale che raccolga le informazioni sulla titolarità effettiva, il registro delle imprese ovvero un altro registro centrale (art. 30 e 31 della IV Direttiva Antiriciclaggio).

Tale Registro dei titolari effettivi, tuttavia, consentiva un accesso molto limitato: solo alle Autorità competenti, ai soggetti obbligati, al fine di adempiere agli obblighi di adeguata verifica, e ad ogni persona od organizzazione che possa dimostrare un legittimo interesse. L’accesso alla sezione riservata ai trust era precluso anche ai privati portatori di un legittimo interesse.

La V Direttiva Antiriciclaggio, invece, ha rafforzato tale aspetto, consentendo, da un lato, l’accesso al pubblico alla sezione riservata alle società e altre entità giuridiche e, dall’altro lato, l’accesso ai privati portatori di un legittimo interesse alla sezione concernente i trust.

Questo rappresenta un aspetto di assoluta rilevanza, in quanto potranno avere accesso al Registro dei titolari effettivi anche un’azienda, un’associazione o perfino un giornalista.

Infatti, nell’idea del legislatore europeo un “controllo” pubblico delle informazioni sul titolare effettivo dovrebbe potrebbe ad una maggiore qualità e veridicità dei dati: i soggetti che hanno accesso alle informazioni, e quindi anche i privati, infatti, potrebbero comunicare alle Autorità competenti eventuali incongruenze delle informazioni, rendendo più efficace ed efficiente il lavoro svolto da queste ultime.

Fermo quanto sopra, allo stato, il Registro dei titolari effettivi è previsto formalmente ma non è operativo. Infatti, il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 (di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio) ha introdotto, all’art. 21 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, il Registro dei titolari effetti e ha previsto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (“MEF”) ne curasse l’avvio e l’operatività con proprio decreto, la cui emanazione era prevista inizialmente entro il 4 luglio 2018. Attualmente, tale decreto non è ancora stato emanato.

Nel marzo del 2019, il MEF ha posto in consultazione pubblica lo schema di Decreto Legislativo contenente le prescrizioni necessarie a garantire il recepimento della V Direttiva Antiriciclaggio, contenente, tra l’altro, le disposizioni volta ad assicurare l’accesso pubblico al Registro dei titolari effetti per le società e le altre entità giuridiche e l’accesso ai privati portatori di legittimo interesse nella sezione concernente i trust.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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