L’informativa nel contratto

Le polizze “unit linked” non sono prodotti finanziari

Il Tribunale di Padova si è pronunciato in merito alla natura delle polizze c.d. unit linked ed alla relativa disciplina, affermando che essendo le stesse dei contratti assicurativi non è loro applicabile la disciplina dei servizi di investimento.

Nel corso del 2009 due persone fisiche acquistavano da una impresa di assicurazioni una polizza unit linked sul presupposto di sottoscrivere un prodotto sicuro e a basso rischio nonché di pronta liquidazione. Sorta in seguito l’esigenza di disinvestire le somme versate scoprivano, però, che il riscatto anticipato aveva comportato la perdita di circa il 70 % del capitale.

Pertanto i clienti agivano in giudizio per ottenere la restituzione delle somme perse, sostenendo che la polizza fosse stata sottoscritta in assenza di un contratto quadro e lamentando, più in generale, la violazione della disciplina finanziaria. Tali domande venivano contestate dalla controparte.

La decisione ha respinto integralmente le domande attoree sul presupposto rilievo per cui la polizza unit linked oggetto di causa non aveva natura finanziaria bensì assicurativa. In particolare il Tribunale ha affermato che “Il contratto di cui si discute è un contratto di assicurazione la cui prestazione principale (pagamento del capitale al verificarsi di un evento attinente alla vita umana) è direttamente collegata al valore raggiunto (nel tempo della durata contrattuale) dai fondi interni (opzione scelta nel caso in esame) nei quali i premi sono stati versati”.

Quanto allo schema giuridico perseguito dalla polizza la sentenza si è così espressa: “La prestazione principale si attiva al verificarsi di un evento attinente alla vita umana: se alla scadenza contrattuale il contraente è vivo, il capitale verrà pagato al medesimo; se invece alla scadenza contrattuale il contraente è deceduto, il capitale verrà pagato ai beneficiari.

A conferma di tale impostazione il Tribunale ha anche richiamato la sentenza C-166-11 dell’1-3-2012 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo cui “le polizze cd. unit linked in cui il rischio di investimento dei premi grava sull’assicurato, sono contratti di assicurazione sulla vita in quanto rientranti tra i rami vita, come si ricava espressamente dall’allegato I, punto III, della direttiva 2002/83/Ce (cd. direttiva vita)”.

Non risultando applicabile alla polizza unit linked la disciplina finanziaria il Tribunale ha quindi respinto integralmente le domande avanzate: “In conclusione, se non è possibile attribuire al negozio giuridico di cui si discute la qualificazione di contratto di intermediazione finanziaria, deve conseguentemente anche escludersi la possibilità di applicare le regole dettate a tutela del risparmiatore nel TUF e nel regolamento intermediari Consob 11522/98.

Tribunale Padova, 6 giugno 2016, n. 1721 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zillic.zilli@lascalaw.com

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