Compliance

Le nuove regole del Telemarketing

Dal 1° febbraio 2011 è entrata in vigore la nuova disciplina del Telemarketing, che ha determinato il definitivo passaggio al regime dell’opt-out nel direct marketing telefonico.

Il Garante per la privacy ha stabilito che le società telefoniche dovranno ora informare i nuovi e i vecchi abbonati sulle modalità da utilizzare per non ricevere telefonate pubblicitarie.

La nuova normativa prevede, infatti, che gli abbonati che non desiderino ricevere telefonate promozionali debbano iscrivere la loro utenza telefonica nell’apposito Registro delle Opposizioni, entrato in funzione il 1° febbraio scorso e gestito dalla  Fondazione Ugo Bordoni.

 

Con le nuove regole gli utenti che figurano nell’elenco telefonico universale potranno essere contattati telefonicamente solamente da operatori che siano a loro volta iscritti al suddetto Registro e che abbiano chiesto la verifica delle liste di utenze telefoniche che essi intendano utilizzare per scopi di comunicazione pubblicitaria.

Le liste, in tal modo, vengono private di quelle utenze appartenenti a soggetti che abbiano espresso la propria opposizione a ricevere chiamate pubblicitarie.

In proposito, il 3 marzo scorso Lo Studio La Scala, in collaborazione con Direct Marketing Association (DMA) Italia, ha organizzato un convegno presso la mediateca Santa Teresa di Milano proprio allo scopo di valutare il funzionamento del Registro ad un mese dalla sua istituzione, offrendo un confronto tra operatori del settore, Fondazione Ugo Bordoni e giuristi italiani e stranieri esperti di data protection.

 

Dall’incontro, cui hanno aderito più di 100 imprese del settore del direct marketing, sono emersi dati molto interessanti.

Il numero degli iscritti al Registro è di 185.000 utenti (su 13 milioni di abbonati) e 30 operatori: numeri che denunciano una scarsa conoscenza dell’esistenza del nuovo meccanismo, per far fronte alla quale la Fondazione Ugo Bordoni è in procinto di avviare una massiccia campagna stampa informativa.

 

Le imprese di direct marketing hanno salutato con favore l’introduzione del Registro, tuttavia esse hanno sottolineato la necessità di addivenire ad una disciplina più organica, auspicando, in particolare, l’adozione di un testo unico che accorpi l’attuale fascio di norme di rango diverso, spesso configgenti.

Sono poi emerse profonde differenze tra la disciplina del marketing telefonico, postale e via e-mail e, inaspettatamente, pare che vi sia ancora un favore per il marketing analogico rispetto al digitale: dato, a ben vedere, poco ecologico.

 

Infine, il dato che sembra destare maggiori incertezze riguarda i ruoli dei soggetti coinvolti nelle attività di direct marketing. Infatti, se è pacifico che il titolare del trattamento debba essere l’operatore iscritto al Registro, meno chiaro è se tale ruolo debba essere svolto dalla società di direct marketing che ha ideato la campagna pubblicitaria o dal cliente.

 

(Rocco Lanzavecchia – r.lanzavecchia@lascalaw.com)

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