Diritto dell'Esecuzione Forzata

Le interferenze della procedura esecutiva concorsuale su quella individuale

– di Alida Paluchowski, in Rivista dell'Esecuzione Forzata, n. 1/11, pag. 57

L’articolo in commento partendo dall’analisi delle caratteristiche delle procedure concorsuali e della procedura individuale e dalle differenze nelle relative discipline, individua le interferenze che in concreto si determinano tra le stesse. In merito occorre osservare che l’esecuzione individuale persegue l’esigenza di garantire l’adempimento delle obbligazioni in assenza di spontaneo adempimento da parte del debitore, mentre le procedure concorsuali consistono in un procedimento di liquidazione necessario solo quando ad essere coinvolto è un soggetto definibile come imprenditore.

La finalità di entrambe le procedure è quella satisfattiva, ma il presupposto dell’esecuzione individuale è l’inadempimento, mentre quello dell’esecuzione concorsuale è l’insolvenza.

L’articolo in commento, inoltre, individua le differenze fondamentali tra azioni esecutive individuali e fallimentari e le conseguenze dell’intervento nell’esecuzione individuale da parte del curatore fallimentare, descrivendo altresì le interferenze tra concordato preventivo ed esecuzione ordinaria, tra procedura di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis L.F. ed esecuzione ordinaria, nonchè le interferenze in caso di esdebitazione pronunciata in sede fallimentare.
Al riguardo risultano di particolare interesse le interferenze che possono intercorrere tra esecuzione individuale fondiaria e procedura concorsuale, in considerazione del fatto che nell’ipotesi di procedura esecutiva individuale instaurata dal creditore fondiario viene derogata la disposizione di cui all’art. 51 L.F., a tenore del quale dalla data di fallimento le azioni esecutive individuali non possono essere iniziate ovvero proseguite sui beni compresi nel fallimento.

Più precisamente la deroga alla regola generale sancita dall’articolo 51 L.F. attribuisce al creditore fondiario un privilegio temporale e processuale, che si concretizza nella possibilità di iniziare o proseguire la procedura esecutiva immobiliare individuale e di conseguire nel contempo la somma ricavata dalla vendita forzosa del bene.

Tuttavia tale attribuzione ha carattere provvisorio, in ragione del fatto che l’art. 52 L.F. attribuisce alla competenza funzionale inderogabile del Giudice Delegato la verifica e l’accertamento del credito.

Il creditore fondiario, pertanto, al fine di rendere definitiva l’assegnazione provvisoria dovrà necessariamente insinuarsi al passivo del fallimento, in modo tale da permettere la graduazione dei crediti, alla quale è finalizzata la procedura concorsuale, così come rilevato dalla giurisprudenza di legittimità con la sentenza n. 23572/2004.

(Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)

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