Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

L’avvocato si cancella volontariamente dall’Albo. Il processo si interrompe

La cancellazione volontaria dall’albo degli avvocati è causa di interruzione del processo, indipendentemente dal fatto che il giudice ovvero le altre parti ne abbiano avuto conoscenza, e preclude il compimento di ogni altra attività processuale e determina la nullità degli atti successivi e della decisione eventualmente emessa.

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza in commento.

La pronuncia richiama la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 3702/2019, che include la cancellazione volontaria dall’Albo tra le cause di interruzione del processo, con la conseguenza che il termine di impugnazione non ricomincia a decorrere fino a quando la causa interruttiva non viene meno ovvero fino alla sostituzione del difensore.

La Corte di Cassazione, afferma che la cancellazione volontaria dell’avvocato dall’Albo essendo equiparata alle altre cause interruttive del processo lo interrompe automaticamente, anche quando il giudice e le altre parti non ne hanno avuto conoscenza. Ne consegue, pertanto, che sono nulli tutti gli atti successivi e l’eventuale sentenza pronunciata.  Nell’ipotesi in cui il processo sia stato proseguito, la causa interruttiva può essere dedotta e provata in sede di legittimità con la produzione documentale, ma solo dalla parte colpita dall’evento interruttivo.

Nel caso di specie il ricorrente instaurava un giudizio volto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa di un incidente causato da persona ignota. L’assicurazione si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda. Il Giudice di primo grado ritenendo le prove insufficienti rigettava la domanda.

La sentenza di prime cure veniva confermata in appello, dove veniva dal ricorrente contestata la ratio decidendi del primo grado di giudizio.

La parte soccombente ricorreva, infine, in Cassazione per un solo motivo diverso da quello oggetto dei due precedenti gradi di giudizio: la mancata interruzione del procedimento di secondo grado in violazione dell’art. 301 c.p.c pur essendosi il suo difensore cancellato dall’Albo degli avvocati.

La Corte di Cassazione, in applicazione dei principi sopra esposti, accogliendo il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di Appello di Napoli in diversa composizione anche per la decisione sulle spese.

Cass., sez. IV, Ord., 6 ottobre 2020, n. 21359

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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