Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

L’atto di scissione è revocabile?

L’atto di scissione, comportando un mutamento della titolarità soggettiva di una parte del patrimonio della società scissa a favore della società beneficiaria, è un atto dispositivo e, pertanto, potenzialmente suscettibile di essere dichiarato inefficace ai sensi, alternativamente, degli artt. 64 e 67 l. fall, nonché dell’art. 2901 c.c.

Con specifico riferimento alla declaratoria giudiziale di inefficacia ex art. 2901 c.c. non è di ostacolo il divieto di pronunciare l’invalidità dell’atto di scissione imposto al Giudice dall’art. 2504-quater c.c. (applicabile in virtù del rinvio contenuto nell’art. 2506-ter c.c.) perché, in considerazione della natura traslativa dell’atto dispositivo, la dichiarazione di inefficacia non interferisce sulla validità dell’atto di scissione, bensì, consente ai creditori della società scissa ovvero al Curatore del fallimento della società scissa di recuperare all’attivo del fallimento beni che sono usciti dal patrimonio di quest’ultima.

All’applicazione della norma di cui all’art. 2901 c.c. non è neppure di ostacolo la disciplina della solidarietà dal lato passivo di cui all’art. 2506-quater c.c. perché principio di diritto pacifico in giurisprudenza è quello secondo il quale il compimento di un atto di disposizione del proprio patrimonio da parte di un coobbligato solidale facoltizza il creditore ad esercitare contro di lui l’azione revocatoria, a nulla rilevando che i patrimoni degli altri coobbligati siano singolarmente sufficienti a garantire l’adempimento dal momento che la solidarietà dal lato passivo per l’adempimento di una obbligazione pecuniaria determina una pluralità di rapporti giuridici di credito-debito tra loro distinti ed autonomi fra il creditore ed ogni singolo debitore solidale ed aventi in comune solo l’oggetto della prestazione, con la conseguenza che la garanzia patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c. grava sul patrimonio di ciascun coobbligato, separatamente e per l’intero. Facendo applicazione di tale principio è, dunque, irrilevante che dall’atto dispositivo sia derivata in capo alla società beneficiaria la solidarietà dal lato passivo prevista dall’art. 2506-quater c.c.

Alla luce di quanto sopra esposto, ai fini della proponibilità dell’azione revocatoria ordinaria è sufficiente che ricorrano i presupposti dettati dall’art. 2901 c.c.

Tribunale di Roma, 16 agosto 2016 (leggi la sentenza)

Giulia Ubertone – g.ubertone@lascalaw.com

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