Diritto dell'Esecuzione Forzata

L’atto di concessione di ipoteca non ha valore di titolo esecutivo nei confronti del terzo datore

Trib. Asti, 1° marzo 2013 (leggi la sentenza per esteso)

Con la sentenza in commento, Il Tribunale di Asti, nell’accogliere un’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., ha dichiarato l’inesistenza del diritto del creditore di procedere esecutivamente nei confronti del terzo datore in forza di un atto di concessione di ipoteca volontaria sottoscritto a garanzia del pagamento di debiti maturati in relazione a rapporti di apertura di credito in conto corrente.

L’atto di concessione di ipoteca da parte del terzo datore che non sia accompagnato da una dichiarazione costitutiva ovvero ricognitiva del debito non può valere a precostituire un titolo esecutivo nei confronti di quest’ultimo difettando dei requisiti previsti dall’art. 474 c.p.c.

Infatti, ai sensi dell’art. 474 c.p.c. l’esecuzione forzata può avere luogo solo in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.

In proposito, è opportuno segnalare che il requisito della certezza è stato motivatamente escluso nel caso di un contratto di mutuo c.d. condizionato, non seguito da un atto pubblico di erogazione e quietanza , poiché l’obbligo del mutuatario di restituire dipende casualmente dall’erogazione del finanziamento e non dalla semplice promessa della banca di dare a mutuo (si veda anche Trib. Latina, 18.05.2010; Trib. Roma 28.07.1998); oppure di apertura di credito, poiché il contratto non documenta l’esistenza attuale, né certa di un credito della banca, ma la semplice messa a disposizione del cliente di una somma di denaro e l’obbligo di restituire dipende dall’effettivo e successivo utilizzo della provvista (cfr. Trib Napoli 22.2.2002).

Quanto ai contenuti, l’atto vale quale titolo esecutivo sia che il debitore assuma un debito nuovo sia che renda una dichiarazione ricognitiva dell’obbligazione. In particolare, è stata riconosciuto valore di titolo esecutivo alla promessa di pagamento ovvero al riconoscimento di debito, anche processualmente astratti.

Nel caso di specie, difettando i requisiti di cui all’art. 474 c.p.c. e stante la mancanza dell’assunzione di un’obbligazione o di un riconoscimento del debito, il Tribunale di Asti ha stabilito che nei confronti del terzo datore l’atto di concessione di ipoteca non può costituire un valido titolo esecutivo

(Vincenzo Cappelli – v.cappelli@lascalaw.com)

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