Chi è causa del suo mal… non può accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio

L’atto di destinazione paralizza l’esecuzione!

L’atto di destinazione ex art. 2645 ter c.c. risulta idoneo a paralizzare l’azione esecutiva nei confronti del garante. In presenza di tale atto non è, infatti, applicabile l’art. 2929 bis c.c., in quanto la segregazione immobiliare realizzata ai sensi della prima disposizione non rientra nella categoria degli atti a titolo gratuito, considerando che non emerge una causa donandi bensì una causa solvendi.

Nel caso di specie, sotteso dall’ordinanza in commento, parte ricorrente ha documentato l’esistenza di un atto di destinazione ex art. 2645 ter c.c. trascritto in data antecedente al pignoramento immobiliare promosso da parte resistente. Detto atto di segregazione patrimoniale è risultato funzionale al buon esito del concordato preventivo della resistente, rispetto alla quale l’odierna ricorrente era garante per fideiussione.

Il Tribunale ha avuto modo di evidenziare come, se da un lato l’articolo 184 L.F. consente di agire in executivis nei confronti del garante anche a fronte di un concordato che interessi il garantito, dall’altro il limite operativo della predetta norma è rappresentato dalla concreta disponibilità del bene. Il vincolo impresso dall’art. 2645 ter c.c. sui beni della ricorrente – e rivolto alla soddisfazione del ceto creditorio della garantita – è, difatti, idoneo a paralizzare l’azione esecutiva.

Il Tribunale ha, inoltre, ritenuto non applicabile l’art. 2929 bis c.c., in quanto non sussistente l’elemento oggettivo, rappresentato dalla ragione dell’attribuzione patrimoniale; la segregazione immobiliare realizzata ex art. 2645 ter c.c. non può, infatti, farsi rientrare – ai fini dell’applicazione del c.d. pignoramento revocatorio – nella categoria degli atti a titolo gratuito, presupposto essenziale per l’operatività dell’art. 2929 bis c.c.

L’operata segregazione patrimoniale appare, difatti, orientata all’adempimento dell’obbligazione garantita; non emerge, pertanto, una causa donandi bensì una causa solvendi. Si ritiene, infatti, che l’esecuzione diretta ex art. 2929 bis c.c. sia applicabile solo nell’ipotesi in cui l’alienazione pregiudizievole consista in un atto formalmente e sostanzialmente gratuito.

Tribunale di Firenze, 20 Novembre 2018

Silvia Alessandra Pagani – s.pagani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Per cinque anni vedrai… start-up non fallirai!

La Corte d’appello di Bologna ha confermato il privilegio concesso alle start-up innovative dalla ...

Crisi e procedure concorsuali

In Gazzetta Ufficiale il Codice della crisi d’impresa: lezioni in pillole di Iusletter

Sulla Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 (Serie Generale n. 38 del 14.02.2019 - Suppl. Ordinari...

Crisi e procedure concorsuali

Chi è causa del suo mal… non può accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio

Il ricorso per la liquidazione del patrimonio proposto dal trustee per conto del trust è inammissab...

Crisi e procedure concorsuali