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L’articolo 2467 c.c. quale principio generale del diritto dell’impresa

Il Tribunale Treviso, nella propria sentenza del 12 marzo scorso, ha affrontato il sempre attuale ed interessante tema della postergazione del credito nelle società a responsabilità limitata.

La vicenda che ha interessato il Tribunale trevigiano, prende le mosse da un credito vantato verso la società Beta S.r.l. dal signor Tizio, socio accomandatario della società Alfa S.a.s. di Tizio & c., a sua volta socia della società Beta S.r.l. con una quota pari al 50% del capitale sociale della società. In particolare, a seguito del fallimento della Beta S.r.l. l’erede del defunto signor Tizio chiedeva l’ammissione al passivo della predetta somma finanziata in chirografo. Il Giudice Delegato accoglieva quindi la domanda, disponendo tuttavia la postergazione del credito.

Avverso tale pronuncia, limitatamente alla collocazione postergata, l’erede del signor Tizio proponeva opposizione eccependo come, non essendo il signor Tizio socio della Beta s.r.l. (lo era Alfa S.a.s.), l’art. 2467 c.c. sarebbe inapplicabile al caso di specie. Il tutto evidenziando come, in ragione del fatto che le società – anche di persone – hanno una propria autonomia patrimoniale, la circostanza che Alfa S.a.s. fosse socia di Beta S.r.l. non rende socio di quest’ultima anche l’accomandatario della prima.

Il Tribunale di Treviso, giudicando l’opposizione infondata, ha chiarito come “la ratio della postergazione sancita dall’art. 2467 c.c. risiede nel fatto che, in considerazione delle condizioni in cui si trova la società sovvenzionata, sarebbe lecito aspettarsi non un finanziamento, ma un’erogazione di capitale di rischio, sicché la circostanza che il finanziamento venga attuato tramite un soggetto terzo, che non rivesta formalmente la qualità di socio della società finanziata, diverrebbe uno strumento sin troppo facile per aggirare la rigorosa disciplina dell’art. 2467 c.c.”.

Inoltre, i giudici Trevigiani hanno chiarito come “l’art. 2467 c.c. (e così pure l’art. 2497 quinquies c.c.) esprime un principio generale del diritto dell’impresa, come tale applicabile a tutte le situazioni nelle quali il finanziatore si trovi in una relazione tale da permettergli di beneficiare di asimmetrie informative rispetto ai normali creditori”.

In ragione di quanto precede, il Tribunale di Treviso ha concluso sottolineando come Alfa S.a.s. e Tizio facevano capo al medesimo centro di imputazione d’interesse economico sottostante all’operazione, rilevando inoltre come ben possa capirsi la convenienza di Tizio a figurare quale soggetto finanziatore. A ben vedere infatti, attraverso lo spostamento dell’operazione di finanziamento dal socio della Beta S.r.l. sovvenzionata (Alfa S.a.s.) al socio del socio (Tizio), poteva dirsi formalmente raggiunto da parte di Alfa S.a.s. e di Tizio – il quale avrebbe dovuto rispondere con il proprio patrimonio dell’eventuale insuccesso dell’operazione – l’obiettivo di parificarsi a tutti gli altri creditori – e non ai soci – nella partecipazione ai rischi derivanti dall’attività di impresa.

Tribunale di Treviso, sentenza del 12 marzo 2019

Matteo Marciano – m.marciano@lascalaw.com

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