A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

L’Arbitro Bancario e Finanziario aggiorna la sua disciplina

Sono state Pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 215 del 29 agosto 2020 le nuove disposizioni di Banca d’Italia sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari che si applicheranno a partire dal 1° ottobre 2020.

Prima di dare atto delle novità introdotte dalle suddette disposizioni, riteniamo opportuno utilizzare l’occasione per un breve riassunto della natura e delle competenze dell’organismo preposto a tali risoluzioni stragiudiziali che, come noto, è costituito dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è stato istituito nel 2009 in attuazione dell’articolo 128-bis del Testo unico bancario (TUB), introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005).

Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR), con Delibera del 29 luglio 2008, ha stabilito i criteri per lo svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie e ha affidato alla Banca d’Italia il compito di curarne l’organizzazione e il funzionamento.

In applicazione della Delibera del CICR la Banca d’Italia ha poi adottato le disposizioni che regolano il funzionamento del sistema stragiudiziale ABF nel suo complesso e che sono state ora oggetto di aggiornamento.

Il cliente può ricorrere all’ABF solo dopo aver cercato di risolvere la controversia inviando un preventivo reclamo scritto all’intermediario, che ha 30 giorni di tempo per rispondere. In mancanza di tempestiva risposta o di esito ritenuto insoddisfacente, il Cliente è legittimato ad adire l’ABF sulle questioni già oggetto di reclamo.

Il ricorso è deciso dal Collegio sulla base della documentazione presentata dalle parti ed è motivata e assunta a maggioranza.

Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l’intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è resa pubblica. Infatti, se l’intermediario non rispetta la decisione o non collabora allo svolgimento della procedura, l’inadempimento è pubblicato sul sito internet dell’ABF (https://www.arbitrobancariofinanziario.it/intermediari-inadempienti/index.html ).

Se la decisione dell’ABF è poi ritenuta non soddisfacente, entrambe le parti possono comunque rivolgersi al Giudice ordinario.

Con le nuove disposizioni della Banca d’Italia, sopra indicate, innanzitutto raddoppia il valore delle controversie di competenza dell’ABF, passando così da 100 a 200 mila euro. Com’è stato osservato, si tratta di una novità introdotta nel tentativo di coinvolgere anche le esigenze delle PMI, che oggi si rivolgono in minima parte all’ABF. I ricorsi, infatti, sono pressoché integralmente proposti da consumatori (lo scorso anno sono stati circa il 96% del totale).

Viene poi limitata poi la competenza temporale dell’Arbitro che potrà ricevere liti relative a operazioni o comportamenti non anteriori al sesto anno precedente la data del ricorso, mentre attualmente il limite è quello delle controversie non anteriori al 1° gennaio 2009). Questo nuovo limite si applicherà a partire dal 1° ottobre 2022 e dovrebbe comportare uno snellimento della procedura, non dovendosi più fare riferimento a documentazione troppo risalente nel tempo.

Ulteriore e interessante novità, sempre nell’ottica di sveltire i procedimenti, è l’attribuzione ai presidenti dei collegi Abf di un rilevante potere decisionale. In particolare, secondo la nuova normativa, quando “sulla questione oggetto del ricorso esista un consolidato orientamento dei collegi, che comporti l’accoglimento della domanda”, se l’orientamento porterebbe ad un accoglimento totale del ricorso, il presidente può decidere senza sottoporre la lite al Collegio.

La banca, tuttavia, entro i 30 giorni successivi , può chiedere che la questione venga rimessa al Collegio, indicando le motivazioni per le quali dissente dalla decisione del Presidente, in sostanza una sorta di impugnazione interna.

Se l’orientamento prevalente comporterebbe, invece, l’accoglimento solo parziale del ricorso, il presidente può proporre alle parti una soluzione della lite, su cui le parti devono esprimersi entro 30 giorni. In mancanza di accordo il ricorso viene assegnato al Collegio per il consueto iter decisionale.

Va, infine, sottolineato che il ricorso all’ABF costituisce condizione di procedibilità per le cause relative ai contratti bancari, quale alternativa alla mediazione obbligatoria.

Banca d’Italia, Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, G.U. 29 agosto 2020, n. 215

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

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