Chi è onerato della prova non usi gli scalari

L’apertura di Credito non necessita della forma scritta… ad alcune condizioni

Si conferma l’orientamento della suprema Corte di Cassazione che in merito alla forma del contratto ex art. 117 tub, non richiede che il negozio di apertura di credito sia redatto per iscritto.

L’obbligatorietà della pattuizioni scritta delle clausole inerenti le condizioni economiche applicate è infatti assolta, laddove il contratto “madre” di conto corrente bancario contenga, tra le altre,  tutte le previsioni inerenti la linea di credito.

Nella specie, per ciò che qui interessa, così osserva la Corte: “Secondo la più recente disciplina di questa Corte il contratto di apertura di credito, qualora risulti già previsto e disciplinato da un contratto di conto corrente stipulato per iscritto, non deve a sua volta, in forza della delibera del C.I.C.R. del 4 marzo 2003, essere stipulato per iscritto a pena di nullità, dato che il D.Lgs. n. 385 del 1993, art. 117, comma 2, stabilisce che il C.I.C.R., mediante apposite norme di rango secondario, possa prevedere che particolari contratti bancari, per motivate ragioni tecniche, siano stipulati in forma diversa da quella scritta (Cass. 7763/2017).

La Corte conferma, dunque, il proprio orientamento secondo cui  la facoltà per le Autorità creditizie di settore di stabilire la non necessità della forma scritta per “particolari contratti”, “in esecuzione di previsioni contenute in contratti redatti per iscritto”, va intesa nel senso che tale principio non comporta una radicale soppressione della forma scritta, ma solo un relativo alleggerimento della stessa “che salvaguardi l’indicazione nel “contratto madre” delle condizioni economiche cui andrà assoggettato il “contratto figlio” (Cass. 27836/2017)”.

Allo stesso modo, laddove  sia dimostrato che tutte le condizioni economiche applicate alla linee di fido per cassa siano state correttamente previste nel contratto di conto corrente, non sussiste alcuna necessità di duplicare i documenti negoziali, risultando sufficiente una sola e specifica pattuizione.

Cass., Sez. I, 23 ottobre 2019 n. 27201

Roberta Bramanti – r.bramanti@lascalaw.com

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