Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

L’anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente

Nel concordato preventivo, lo scioglimento dei contratti pendenti previsto dall’art.169bis L.F. non può consentire al debitore l’incasso di somme susseguenti ad anticipazioni integralmente erogate prima del deposito della domanda di concordato con riserva nella esecuzione dei contratti anticipazione, cui acceda mandato all’incasso e patto di annotazione in conto corrente ed elisione del passivo del cliente.

In tema di anticipazioni bancarie erogate in epoca precedente il deposito della domanda di concordato preventivo non può trovare applicazione la facoltà di scioglimento del contratto di cui all’art. 169bis L.F. perché l’erogazione della somma anticipata non determina la pendenza dell’operazione finanziaria, ma con essa il rapporto obbligazionario relativo all’anticipazione si ritiene esaurito.

Si riconosce all’istituto dello scioglimento l’eccezionalità nel suo utilizzo perché consentire al debitore di operare “inertizzando” la garanzia, dopo aver pacificamente goduto dell’anticipazione, equivarrebbe ad ampliare le ipotesi di inefficacia di cui alla legge – art. 168 L.F. – ed a consentire operazioni al limite della frode, ove organizzate.

L’insita volontà – da parte del ricorrente – di ottenere necessariamente lo scioglimento del contratto deriverebbe dalla convinzione dell’operatività della clausola di compensazione tra l’incasso del credito ed il preesistente debito del cliente per l’anticipazione ricevuta. E’ chiaro che tale condotta è possibile poiché sussiste una clausola di compensazione all’interno di tutti i contratti, ma la sua esistenza lascia comunque impregiudicata la questione se tale compensazione sia legittima o meno dovendo tale giudizio essere eventualmente emesso da un giudice autonomo quando la procedura promuova una ipotetica azione di restituzione per violazione della par condicio creditorum.  A tale proposito, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che il diritto da parte della banca di compensare il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito sussiste solo nell’ipotesi in cui la convenzione relativa all’anticipazione su ricevute contenga una clausola attributiva del “diritto di incamerare” le somme riscosse in favore della banca (Cass. Civ. n. 17999 del 2011; Cass. Civ. n. 3336 del 2016).

Alla luce di quanto sopra esposto, il Tribunale di Milano ha autorizzato lo scioglimento del contratto di anticipazione per le operazioni di anticipazioni future, ma non per le anticipazioni eseguite prima del deposito della domanda di concordato preventivo con riserva; di conseguenza anche il relativo incasso delle somme erogate dalla banca non è stato autorizzato.

Tribunale di Milano, decreto del 2 marzo 2017

Giulia Ubertone – g.ubertone@lascalaw.com

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