L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

L’Amministratore non può essere confermato ma solo rieletto

L’amministratore, alla scadenza della carica, può essere solamente rieletto ma non confermato nel medesimo ufficio. Da ciò discende l’obbligo per il Collegio Sindacale, anche in caso di rielezione, di provvedere, tempestivamente, a dare pubblicità alla cessazione dell’amministratore dalla carica.

Questo in estrema sintesi quanto disposto dalla Corte di Cassazione con una recente l’ordinanza.

Il procedimento trae origine dall’impugnazione da parte di un sindaco di una sanzione comminatagli dalla Camera di Commercio di Foggia per aver omesso di iscrivere nel Registro delle Imprese, entro il termine di 30 giorni, la cessazione dell’amministratore unico dall’ufficio per scadenza del termine.

L’impugnazione fu rigettata in primo grado dal Giudice di Pace ma fu, invece, accolto l’appello del sindaco dal Tribunale di Foggia, il quale osservò come la deliberazione assembleare avesse confermato nella carica l’amministratore unico per i successivi tre esercizi, escludendo che si fosse così verificata una “cessazione” dall’ufficio, con conseguente continuità della carica.

La Camera di Commercio, tuttavia, non persuasa dalla motivazione resa dal Tribunale di Foggia, impugnò la sentenza innanzi alla Corte di Cassazione denunciando la violazione e falsa applicazione degli artt. 2383 e 2385 c.c., atteso che con la deliberazione assembleare si era comunque determinata la cessazione dalla carica dell’amministratore unico per scadenza del termine ed era perciò obbligatorio provvedere alle dovute iscrizioni presso il Registro delle Imprese entro 30 giorni.

La Corte di Cassazione ha, innanzitutto, ricordato che l’art. 2383 c.c., che disciplina la nomina e la revoca degli amministratori nelle società per azioni, prevede che gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi e sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello statuto. L’art. 2385 c.c. prevede, invece, che la cessazione degli amministratori dall’ufficio per qualsiasi causa deve essere iscritta entro trenta giorni nel registro delle imprese a cura del Collegio Sindacale.

Fatte le dovute premesse, la Corte ha dunque stabilito che “ogni amministratore cessa dall’incarico (per rinuncia, decadenza, revoca o, appunto, scadenza del termine) e può essere rieletto. La delibera di nomina e la delibera di rielezione dell’amministratore hanno contenuto ed effetti giuridici eguali e differiscono soltanto nella circostanza che la rielezione riguarda persona già in carica, mentre la nomina riguarda persona nuova. La cessazione dell’amministratore dall’ufficio, benché rieletto, determina, quindi, l’obbligo per il collegio sindacale di iscrivere la notizia nel registro delle imprese, a fini della opponibilità ai terzi”.

Pertanto, anche in caso di rielezione della medesima persona all’ufficio di amministratore, è necessario che il Collegio Sindacale provveda ad iscrivere tempestivamente la cessazione dell’amministratore per scadenza del termine presso il competente Registro delle Imprese.

Cass., Sez. VI, Ord., 20 febbraio 2020, n. 4498

Fabio Dalmasso – f.dalmasso@lascalaw.com

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