Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

L’acquirente risponde per i debiti condominiali pregressi?

La Corte di Cassazione, in una recente ordinanza, ha risposto a tale – apparentemente facile – quesito.

Appare infatti logico pensare che l’acquirente non debba rispondere dei debiti sorti antecedentemente l’acquisto.

Non basta però la “logica”; per rispondere dobbiamo guardare al “diritto”.

Un avvocato chiedeva ad un condomino il pagamento (pro-quota) delle proprie spettanze professionali per l’attività prestate nei confronti del Condominio nel periodo 2002-2008.

Il condomino, dal suo canto, si oppone al precetto sostenendo di aver acquistato l’immobile solo nel 2013 e, pertanto, di non essere tenuto al pagamento del debito sorto in epoca precedente all’acquisto.

Il Tribunale dava ragione al condomino; la Corte d’appello ribalta l’esito del giudizio di primo grado.

Il Giudice d’appello fondava il proprio convincimento sulle seguenti considerazioni.

Da un lato, l’art. 63, comma 4, disp. att. c.c. stabilisce che “Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente”.

Dall’altro, l’art. 1104, comma 3, c.c., recita “Il cessionario del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati”.

Il combinato disposto delle due norme è stato interpretato dalla Corte nel senso che il cessionario sarebbe obbligato in solido con il cedente verso i terzi, per cui conclude accogliendo le pretese avanzate dall’avvocato.

Avverso tale decisione il nuovo condomino presenta ricorso in Cassazione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12580 in commento, ribalta l’esito del giudizio, riconoscendo le ragioni del ricorrente.

Gli Ermellini sottolineano che l’art. 1104 c.c., richiamato dalla Corte territoriale, interpretato in maniera restrittiva, si riferisce esclusivamente ai contributi (ovvero alle quote condominiali richieste e non pagate) e non, più genericamente, ai debiti del Condominio ovvero ai debiti pro-quota del singolo condomino nei confronti dei terzi.

La Cassazione è chiara: l’acquirente dell’unità immobiliare condominiale non può essere ritenuto obbligato in via diretta verso il terzo creditore relativamente ai debiti sorti anteriormente all’acquisto.

Cass., Sez. VI, Ord., 25 giugno 2020, n. 12580

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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