Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

L’accertamento dello stato di insolvenza nella società in liquidazione

Quando la società è in stato di liquidazione, sulla base di quali criteri il giudice deve effettuare la valutazione ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza?

A tale interrogativo ha fornito risposta una recente pronuncia della Suprema Corte.

Una società in liquidazione proponeva ricorso per Cassazione avverso la sentenza d’appello che aveva rigettato il reclamo proposto dalla stessa società avverso la statuizione di fallimento.

In primo luogo, la Cassazione ha chiarito che, quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice volta all’accertamento dello stato di insolvenza va effettuata con riferimento alla situazione esistente alla data di dichiarazione del fallimento.

Peraltro, tale accertamento rientra nel novero degli accertamenti di fatto, censurabile in sede di legittimità esclusivamente sotto il profilo della correttezza giuridica e della coerenza logico-formale delle argomentazioni svolte.

In secondo luogo, la Suprema Corte ha specificato che la valutazione del giudice ai fini dell’applicabilità dell’art. 5 l.fall. nei casi in cui la società sia in liquidazione deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali.

A ben vedere, a differenza della società in piena attività, la società in liquidazione, non proponendosi di restare sul mercato, non deve disporre di liquidità per soddisfare le obbligazioni contratte.

Di conseguenza, la valutazione del giudice ai fini dell’accertamento dell’insolvenza nei casi in cui la società sia in liquidazione deve essere diretta esclusivamente a verificare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di estinguere i debiti nei confronti dei creditori sociali.

In conclusione, nella prospettiva della liquidazione, ai fini dell’accertamento dell’insolvenza, sono del tutto privi di rilevanza gli elementi posti alla base della valutazione del giudice nel caso di società in piena attività, quali, ad esempio, l’esistenza di inadempimento o altri fatti esteriori atti a dimostrare l’incapacità della società di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Cass., Sez. VI, 5 novembre 2020, n. 24826

Veronica Polei – v.polei@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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