Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

L’abuso del diritto nel concordato preventivo

La Cassazione, con la sentenza in commento, ha affrontato la questione dell’abuso dello strumento concordatario.

In particolare, la Corte si è, dapprima, soffermata sulla possibilità di dichiarare il fallimento di una società in concordato deducendo che, in pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell’imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del P.M., possa essere dichiarato soltanto quando ricorrono gli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 L. F., cioè quando la domanda di concordato sia stata dichiarata inammissibile, sia stata revocata l’ammissione alla procedura, la proposta di concordato non sia stata approvata e, all’esito del giudizio di omologazione, sia stato respinto il concordato.

La Corte ha inoltre osservato che nella disamina della domanda di concordato preventivo, ordinario o con riserva, è necessaria una verifica circa l’eventuale intento del debitore di “piegare” l’istituto concordatario al perseguimento di finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l’ordinamento lo ha predisposto, ossia la regolazione della crisi d’impresa attraverso un accordo con i creditori.

Con riferimento in generale all’area degli strumenti di composizione della crisi aziendale, può ravvisarsi un abuso del diritto ogni qualvolta gli istituti creati dal legislatore per far fronte alla crisi d’impresa vengano deviati dalla loro funzione tipica, come, ad esempio, allorché le facoltà riconosciute dal legislatore siano svolte con modalità tali da determinare un sacrificio sproporzionato ed ingiustificato delle ragioni dei creditori, dilatando in modo abnorme la durata del procedimento.

In tali casi la domanda di concordato preventivo – presentata dal debitore con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento – deve ritenersi inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo con finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l’ordinamento l’ha predisposta.

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

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