Contratti Bancari

La variazione dei tassi nei contratti bancari a tempo determinato

– di Umberto Morera e Gustavo Olivieri, in Giurisprudenza Commerciale, n. 32.2, pag. 275

A seguito dell’entrata in vigore della legge 160/2011, è stato modificato l’articolo 118 D. Lgs. 385/93, mediante l’introduzione del comma 2- bis, a norma del quale “Se il cliente non è un consumatore, né una micro-impresa come definita dall’art. 1, comma 1, lett. T, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, nei contratti di durata diversi da quelli a tempo indeterminato di cui al comma 1 del presente articolo possono essere inserite clausole, espressamente approvate dal cliente, che prevedano la possibilità di modificare i tassi di interesse al verificarsi di specifici eventi e condizioni, predeterminati nel contratto”.

Gli Autori nell’articolo in esame hanno preliminarmente ritenuto di dover chiarire il concetto di “modifica unilaterale del contratto”, che è alla base dello ius variandi previsto dal citato art. 118 TUB. Quest’ultima norma, infatti, intende disciplinare tutte le ipotesi in cui vengano unilateralmente modificate le condizioni contenute nei contratti fra banche e clienti. Ebbene, la modifica è unilaterale allorché viene riconosciuta ad una delle parti del contratto (normalmente alla banca) una certa discrezionalità nello stabilire una condizione economica nel corso del rapporto, differente rispetto a quella pattuita in sede di stipulazione del negozio giuridico.

L’articolo si sofferma, quindi, brevemente sull’esame del contenuto e dell’ambito applicativo della nuova disciplina, in particolare con l’indicazione dei diversi orientamenti dottrinali formatisi in materia.

Dopo aver, pertanto, svolto le premesse del caso, gli Autori si avvalgono delle stesse al fine di tentare di risolvere alcuni profili problematici che la novella dell’art. 118 T.U.B. ha sollevato. In particolare, viene rilevato come, in base al nuovo comma, non venga posto alcun limite agli istituti di credito laddove si verifichino gli eventi dedotti nel contratto. Tuttavia, tale facoltà deve pur sempre essere contemperata con il rispetto dei principi di correttezza e buona fede, che ogni parte è tenuta a seguire nell’esecuzione del contratto.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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