Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

La valutazione di onerosità o gratuità di una garanzia

La garanzia reale prestata per debiti non scaduti, in un momento successivo all’insorgenza del debito garantito, ancorchè proprio, deve ritenersi di natura gratuita laddove risponda all’interesse esclusivo del creditore.

Tribunale di Treviso, Sez. II Civ., sentenza depositata in Cancelleria il 10 gennaio 2017.

Il caso: una Società ha stipulato con una Banca un contratto di mutuo ipotecario con iscrizione di ipoteca su un capannone. Ad ulteriore garanzia delle obbligazioni nascenti dal contratto, la Banca – per la sopravvenuta diminuzione di valore del bene ipotecato contestualmente alla concessione del mutuo –  ha avanzato alla Società una richiesta integrativa di garanzia mediante la sottoscrizione di un atto di pegno.

Nella pronuncia in esame, si è discusso del carattere di tale ulteriore garanzia. A parere dell’opponente, trattandosi di un atto stipulato a garanzia di un debito preesistente, non ancora scaduto, la disciplina applicabile è dettata dall’art. 67, primo comma, nn. 3 e 4 l.f.; secondo la curatela, l’atto di costituzione di pegno sarebbe a titolo gratuito con conseguente applicazione della disciplina di cui all’art. 64 l.f.

Il Giudice Delegato, non avendo ravvisato – in termini di idonea dimostrazione, sulla base delle circostanze rappresentate – i sottesi caratteri di onerosità, ha ritenuto che atto di costituzione del pegno privo di effetto rispetto ai creditori ex art. 64 l.f.

Incombe al creditore beneficiario l’onere di provare, con ogni mezzo previsto dall’ordinamento, che il disponente abbia ricevuto un vantaggio in seguito all’atto che ha posto in essere, in quanto perseguiva un suo interesse economicamente apprezzabile.

La valutazione della gratuità od onerosità di un negozio va compiuta con esclusivo riguardo alla causa concreta che è costituita – al di là del modello astratto utilizzato – dalla sintesi degli interessi che lo stesso è concretamente diretto a realizzare; non potrà, dunque, fondersi sull’esistenza o meno di un rapporto sinallagmatico e corrispettivo tra le prestazioni.

Alla luce di quanto sopra esposto, la sottoscrizione – a titolo di garanzia ulteriore del debito garantito – di un atto costitutivo di pegno per un debito non scaduto per un esclusivo interesse del creditore attribuisce, alla garanzia reale, il carattere di gratuità ex art. 64 l.f.

Giulia Ubertone – g.ubertone@lascalaw.com

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