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La UIF mette in guardia da fenomeni criminali connessi al COVID-19

Facendo seguito alla precedente comunicazione del 16 aprile 2020 (già commentata in un altro articolo di questa rivista), in data 11 febbraio 2021, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (l’“UIF”) ha pubblicato una nuova comunicazione (la “Comunicazione”) per segnalare ai soggetti obbligati nuovi elementi utili a favorire la segnalazione delle operazioni sospette nel contesto dell’emergenza legata alla diffusione del COVID-19. Si precisa che gli elementi di attenzione in essa contenuti sono stati oggetto dell’audizione del Direttore della UIF presso la Commissione antimafia il 28 gennaio scorso.

Nella Comunicazione si segnala che, tra le misure previste per contenere gli effetti della pandemia, il riconoscimento di detrazioni fiscali a fronte dell’esecuzione di specifici interventi si accompagna alla possibilità di cedere in maniera generalizzata i relativi crediti di imposta, al fine di agevolarne la monetizzazione. In relazione a detti crediti, la UIF individua alcuni rischi connessi con: i) l’eventuale natura fittizia dei crediti stessi; ii) la presenza di cessionari dei crediti che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita; iii) lo svolgimento di abusiva attività finanziaria da parte di soggetti privi delle prescritte autorizzazioni che effettuano plurime operazioni di acquisto di crediti da un’amplia platea di cedenti. Ne deriva l’esigenza di monitorare le operatività connesse con le richiamate cessioni di crediti fiscali, al fine di evitare che la monetizzazione dei bonus sia realizzata con capitali illeciti. Occorre, in particolare, calibrare la profondità e l’intensità dei presidi antiriciclaggio, valutando con attenzione il profilo degli eventuali cessionari che entrano in relazione con i soggetti obbligati, intensificando i controlli rispetto a richieste di sconto di crediti acquistati in precedenza, soprattutto se in misura massiva.

La UIF sottolinea, altresì, la necessità di monitorare l’operatività dei richiedenti l’accesso ai contributi a fondo perduto, ai finanziamenti assistiti da garanzia pubblica e, in generale, a tutte le altre agevolazioni disciplinate da provvedimenti legislativi per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia. Soprattutto nel caso siano previsti vincoli di destinazione è importante intercettare tempestivamente eventuali sospetti di condotte distrattive. In particolare, la UIF suggerisce di sviluppare adeguate sinergie tra la fase di istruttoria ed erogazione della misura di sostegno e quella di monitoraggio delle modalità di utilizzo del rapporto sul quale la stessa misura confluisce, anche con riferimento agli eventuali vincoli di destinazione previsti dalla normativa vigente. Efficaci scambi informativi, trasparenza delle procedure e rafforzamento delle verifiche – secondo la UIF – sono funzionali a intercettare sospetti meritevoli di segnalazione.

La Comunicazione indica, inoltre, i settori ad alto rischio di infiltrazione criminale, ovvero quei settori che presentano vulnerabilità accentuate, e, in particolare, il comparto dei presidi medico-sanitari, i settori immobiliare, edile, dei servizi di pulizia, tessile, turistico, della ristorazione e della vendita di prodotti alimentari, dei servizi funerari e dei trasporti. Accanto a forme di infiltrazione tradizionali sempre più invasive, che si concretizzano nell’estromissione dei titolari attraverso attività usurarie o estorsive o nell’utilizzo di prestanome, si manifesta il rischio di meccanismi fraudolenti, in genere basati su fatture per operazioni inesistenti, finalizzati – nell’attuale contesto epidemiologico – a ottenere vantaggi fiscali o erogazioni pubbliche non dovute.

Infine, la UIF formula un’avvertenza riguardante le attività svolte per via telematica: oltre alle transazioni on line rispetto alle quali si pone l’esigenza di contrastare l’incremento del rischio di reati informatici e di attività fraudolente, occorre considerare le operatività realizzate attraverso i cd. “ATM evoluti”, gli strumenti di pagamento basati su app mobile e, in generale, quelle consentite dai moderni business model degli intermediari sempre più orientati verso la prestazione di servizi senza interazione fisica con il cliente.

La UIF, in chiusura, precisa che gli elementi informativi riportati nella Comunicazione hanno natura esemplificativa. Tutti i destinatari degli obblighi di comunicazione o segnalazione devono, pertanto, valutare con la massima attenzione anche ulteriori comportamenti e caratteristiche delle operatività sintomatiche di rischi di comportamenti illeciti connessi con l’emergenza da COVID-19.

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

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