Diritto dell'Esecuzione Forzata

La trascrizione dell’accettazione dell’eredità e la continuità delle trascrizioni

Cass., sez. III Civile, 26 maggio 2014, n. 11638 (leggi la sentenza per esteso)

Con la sentenza in data 26/05/2014, n. 11638, la Corte di Cassazione, sez. III Civile ha espresso la seguente massima: “in materia di espropriazione immobiliare, e in particolare in materia di espropriazione immobiliare esattoriale, qualora sia sottoposto a pignoramento un diritto reale su un bene immobile di provenienza ereditaria e l’accettazione dell’eredità non sia stata trascritta a cura dell’erede – debitore esecutato, il creditore procedente, se il chiamato all’eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell’eredità, può richiedere, a sua cura e spese, la trascrizione sulla base di quell’atto, qualora esso risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata od accertata giudizialmente, anche dopo la trascrizione del pignoramento, ripristinando così la continuità delle  trascrizioni ai sensi e per gli effetti dell’art. 2650, comma secondo, cod. civ., purché prima dell’autorizzazione alla vendita ai sensi dell’art. 569, cod. civ. Se, invece, il chiamato all’eredità ha compiuto uno degli atti che comportano accettazione tacita dell’eredità ma questo non sia trascrivibile, perché non risulta da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, ovvero se si assume che l’acquisto della qualità di erede sia seguito ex lege ai fatti di cui agli artt. 485 o 527 cod. civ., non risultando questo acquisto dai pubblici registri, la vendita coattiva del bene pignorato ai danni del chiamato presuppone che la qualità di erede del debitore esecutato sia accertata con sentenza.”

Nel merito, l’Agente della Riscossione aveva promosso esecuzione immobiliare esattoriale, mediante avviso di vendita ai sensi dell’art. 78 del D.P.R.  n. 602 del 1973, dichiarata improcedibile, stante la mancata prova dell’accettazione dell’eredità del bene pignorato in capo all’esecutato.

Equitalia s.p.a. proponeva opposizione, rigettata dal Tribunale, nella quale sosteneva di aver prodotto in giudizio documentazione attestante il compimento di atti di disposizione del bene pignorato da parte dell’esecutato e, in quanto tali, comprovanti l’accettazione dell’eredità (nello specifico, una voltura catastale); la ricorrente sosteneva, conseguentemente, che la continuità nelle trascrizioni sarebbe stata eseguita con la trascrizione della denuncia di successione da parte dell’ente preposto.

La Corte di Cassazione, partendo dall’assunto che la trascrizione dell’acquisto mortis causa si opera in forza dell’art. 2648 cod. civ. e che, perciò, l’accettazione espressa o tacita deve essere contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata ovvero in una sentenza, ha chiarito che la trascrizione, lungi dall’attribuire la qualità di erede, ha l’effetto di assicurare il principio della continuità delle trascrizioni e conferire efficacia alle successive iscrizioni e trascrizioni, nonché, in caso di pignoramento, di garantire l’acquisto dell’aggiudicatario dall’evizione e conferirgli stabilità.

Posto che la trascrizione non è un presupposto processuale, ma sostanziale, il creditore pignorante potrà procedere alla trascrizione dell’accettazione fino all’autorizzazione alla vendita ex art. 569 cod. proc. civ. ovvero, come nel caso di specie, trattandosi di procedura esecutiva immobiliare esattoriale ai sensi degli artt. 78 e ss D.P.R. 602/1973, finché l’Agente della Riscossione non disponga la vendita.

Nel caso l’accettazione dell’eredità derivi da fatti concludenti ovvero da quelli di cui agli artt. 485 o 527 cod. civ., i quali non risultino da sentenza,  atto pubblico o scrittura privata autenticata, sarà previamente necessario l’accertamento della qualità di erede con sentenza, in un giudizio estraneo al processo esecutivo.

La Corte di Cassazione ha così confermato il prevalente orientamento giurisprudenziale, volto ad escludere che la dichiarazione di successione corrisponda ad un’accettazione tacita dell’eredità e, come tale possa essere trascritta; ha ulteriormente chiarito che la voltura catastale, alla quale, invece, è univocamente riconosciuta valenza di accettazione tacita dell’eredità, non essendo normalmente recepita in un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, non può essere trascritta.

Il ricorso di Equitalia S.p.a. è stato pertanto rigettato.

30 maggio 2014

(Maddalena Careddu – m.careddu@lascalaw.com)

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