L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Se la transazione non è novativa non si sospende l’esecuzione

Con la sentenza in commento, il Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Chieti, chiamato a decidere su un’opposizione endoprocessuale, ribadisce la natura cautelare di tale giudizio, la cui cognizione è limitata alla verifica dei presupposti per la sospensione dell’esecuzione, e conferma il principio secondo cui in mancanza di prova dei presupposti circa la novazione dell’accordo transattivo, rimangono in essere le pattuizioni originarie con conseguente validità dell’esecuzione che su di esse si fonda   .

La vicenda trae origine dalla sottoscrizione di un accordo transattivo diretto a definire bonariamente le varie controversie insorte tra le parti ed incentrato su tre punti focali: il pagamento da parte dei debitori di un importo rateale a stralcio dell’esposizione debitoria, il deposito di istanze di rinuncia nelle varie esecuzioni pendenti entro un termine perentorio dalla sottoscrizione dell’accordo, e la rimessione delle querele vicendevolmente sporte.

L’esecutata, con ricorso in opposizione endoesecutivo, dichiarava di aver adempiuto correttamente all’accordo, depositando atti di rinuncia, eseguendo alcuni pagamenti rateali e rimettendo la querela precedentemente sporta, ma lamentava il mancato rispetto dell’accordo da parte dei creditori che non avrebbero depositato rinuncia all’esecuzione in corso

Le controparti depositavano memoria difensiva eccependo l’inadempimento dell’accordo per interruzione dei pagamenti e chiedendo l’annullamento della transazione, in quanto l’intervenuta estinzione di alcune esecuzioni era stata determinata dalla mancata comparizione delle parti, non dal deposito di istanze di rinuncia, e perché la rimessione delle querele da parte dell’esecutata non risultava agli atti del procedimento penale.

Il Giudice dell’esecuzione, chiamato a decidere sulla sospensione della procedura e quindi sul carattere novativo o meno dell’accordo di transazione, in primo luogo ha ribadito la struttura bifasica del giudizio di opposizione. Questa si sviluppa in una prima fase sommaria, da definire con un provvedimento di natura cautelare volto alla sospensione del processo esecutivo, ed una seconda fase a cognizione piena, volta a valutare nel merito le doglianze mosse con l’opposizione.

In secondo luogo, al fine di pronunciarsi sulla sospensione dell’esecuzione ha rilevato l’inadempimento della ricorrente, avendo la stessa eseguito solo alcuni dei pagamenti concordati, e conseguentemente essendo venuto meno l’accordo transattivo, l’efficacia delle pattuizioni originarie tra le parti e dell’esecuzione che su di esse si fondava, stante l’assenza dell’effetto novativo dell’accordo.

Infatti, ha precisato il Giudicante la novazione dell’accordo transattivo si verifica o per dichiarazione espressa o per oggettiva incompatibilità tra il rapporto precedente e quello originato dalla transazione, entrambi presupposti che per quanto possibile valutare in fase di cognizione sommaria, non sono stati provati con conseguente rigetto dell’istanza di sospensione.

Trib. Chieti, 13 febbraio 2021

Alessandra Zacconi – a.zacconi@lascalaw.com

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